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Mostre, installazioni e video per ricordare il rogo sul traghetto

Simone Fulciniti
Mostre, installazioni e video per ricordare il rogo sul traghetto

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Simone Fulciniti

LIVORNO. Cinque eventi fondamentali per non dimenticare la strage del Moby Prince. Una chiamata alla memoria trent’anni dopo. Tutto questo è “Documenta 30”, un progetto articolato (tra mostre, istallazioni, video e laboratori) curato dall’associazione Effetto Collaterale.

Per cominciare è in corso la mostra fotografica “Oggetti di una strage” nell’ex Magazzino ebraico sugli scali della Fortezza (fino a domani): un percorso emozionante, immagini realizzate da Attilio Zavatta che riproducono gli oggetti recuperati sul traghetto dopo la sciagura del ’91, e consegnati l’anno scorso al presidente dell’associazione 140, Loris Rispoli. Una seconda esposizione, anch’essa fino a domani, è “Moby Prince. Il tempo e l’istante”: è alla galleria ExtraFactory (via della Pina d’oro), 28 stampe, foto scattate nei giorni successivi al disastro.

Oggi e domani allo spazio Thisintegra (via Ganucci 3) l’iniziativa “Accadeva trent’ anni fa. Immagini e ricordi sul Moby Prince” che prevede la proiezione di una serie di video che offrono due diverse narrazioni della strage: il racconto giornalistico e quello, più intimo e personale, dei cittadini che rammentano il 10 aprile 1991 in alcune interviste realizzate da Effetto Collaterale. Thisintegra ha ospitato un laboratorio dedicato alla lettura dei giornali che raccontarono il drammatico evento.

Infine domani al Mercato Ittico, l’evento “140×140 = memoria continua”. In collaborazione con Proforma, la proiezione del video dedicato ai 140 manifesti (uno per ogni vittima) realizzati dalla cittadinanza per il progetto di arte pubblica promosso da Effetto Collaterale e Uovo alla Pop.

«Dedichiamo il nostro lavoro a Loris Rispoli che speriamo di riavere tra noi al più presto, – dice Francesca Talozzi di Effetto Collaterale – ai familiari delle vittime, alla loro encomiabile caparbietà di lottare, che a noi cittadini insegna moltissimo».

Alla presentazione anche Nicola Rosetti, vicepresidente associazione 140: «Se dopo tutto questo tempo si parla ancora del Moby Prince il merito è di Loris Rispoli, che trent’anni fa ci prese per mano e ci condusse ad una lotta difficile, dove a volte siamo rimasti soli, senza quelle persone che dovevano e devono dare risposte. Non sapevamo che la battaglia sarebbe stata difficile e dura. Un grazie alla città di Livorno, che mi ha accolto fin dal primo giorno come un fratello, ed è stata sempre al nostro fianco. Tanti familiari non ci sono più, sono andati via senza sapere chi ha ucciso i propri cari. Sono certo che arriveremo alla giustizia».

Parole di speranza anche dall’assessore alla cultura Simone Lenzi. «La mostra dedicata alle immagini degli oggetti è una prova che sul Moby Prince sono morti essere umani uguali a noi. Mi è tornato in mente un bellissimo verso di una canzone di Battisti: “Sono le cose che pensano e hanno di te sentimento”. Si vedono chiavi che non aprono porte, orologi che non segnano l’ora, fotografie di momenti felici, cose che abbiamo tutti, sempre. Ciò che è successo a quelle persone, è successo in un certo senso anche a noi. Un modo giusto e toccante per mantenere viva la memoria». Info: tel. 342 0787727, documentaprojet@gmail.com. —

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