La manifestazione
Sequestrati computer e bombole si indaga sulla morte della 49enne
Simona Neri aveva 49 anni e stava concludendo la lezione di sub con un amico istruttore di Bologna
Stefano Taglione
livorno. Dopo la tragedia del Boccale – dove domenica scorsa, durante un’immersione con le bombole, è morta a 49 anni la subacquea e sommelier livornese Simona Neri – la procura ha chiesto alla guardia costiera altre indagini per ricostruire nel dettaglio che cosa sia accaduto fra le 10 e le 10.30 nelle acque davanti al castello, dove la quarantanovenne stava facendo una lezione di sub con l’amico e istruttore bolognese Riccardo Cornia, che aveva scelto come base logistica il circolo Triton di Paolo Zaccagnini, affittando qui le bombole di ossigeno, regolarmente sterilizzate. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Cornia, esperto istruttore subacqueo, è affiliato alla Padi (fra le più grandi organizzazioni mondiali della didattica sub) ed era per questo in grado di poter tenere i corsi con gli allievi.
LA RICOSTRUZIONE
Simona Neri era molto amica del suo istruttore, così come della fidanzata di quest’ultimo, un’anestesista di Bologna che ha tentato in tutti i modi di salvarla. L’immersione, su un fondale di massimo 10-12 metri, era iniziata verso le 10 ed è durata mezz’ora. Avevano appena concluso la perlustrazione dei fondali quando la quarantanovenne si è sentita male. Sugli scogli, ad attendere il loro turno didattico, c’erano la fidanzata dell’istruttore di subacquea e la sorella della vittima, Nicoletta Neri. Un bellissimo gruppo di amici che aveva approfittato della bella giornata di sole per divertirsi e sfruttare le bellezze del fondale labronico, dopo che la sera prima erano stati a cena insieme. Riccardo Cornia, in qualità di affiliato Padi, aveva tutte le attrezzature necessarie – così come le allieve – e aveva affittato le bombole (sequestrate dalla capitaneria di porto così come i computer di immersione e il resto dei dispositivi che hanno registrato l’accaduto) dal circolo Triton, che ha la sue sede proprio sotto Castel Boccale.
la testimonianza
L’esperto sub Paolo Zaccagnini, responsabile del circolo Triton, da tempo offre la sua base logistica agli istruttori subacquei. Cornia è stato solo l’ultimo in ordine temporale. «Stavo parlando con delle persone – racconta – quando ho sentito le urla. L’istruttore, che reputo una persona molto seria, aveva appena concluso l’immersione uno a uno con l’allieva, nel senso che in quel momento non stava seguendo altre persone, né la sua fidanzata, né la sorella di Simona, visto che erano sulla scogliera ad aspettare. Cornia l’ha subito soccorsa, facendole il massaggio cardiaco sugli scogli e dopo una decina di minuti sono arrivati i volontari del 118 con l’infermiera. Credo purtroppo che sia stata una disgrazia, un malore improvviso». Il Triton non ha preso parte attività all’immersione, ma ha solo offerto base logistica al gruppo di amici: «Noi non siamo un diving, ma un circolo – conclude il responsabile – e da noi hanno solo affittato le bombole, mentre le altre attrezzature erano le loro. Quando ho capito la gravità della situazione ho telefonato io al 112». —
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