Gioco
«Mia figlia era una donna piena di vitalità e fantastica»
LIVORNO. «Mia figlia era una donna piena di vitalità, che dava il massimo in tutte le cose. Aveva tantissime passione, quella dei pappagalli era solo l’ultima: le piacevano l’art déco, la fotografia, gli animali e anche il mare. Aveva una grandissima forza di volontà, in passato ha frequentato un corso di pittura alla scuola Trossi Uberti, era impossibile starle dietro con tutte le passioni che aveva...».
A parlare è Sandra Cecinini, la madre di Simona Neri. La figlia – morta a 49 anni dopo l’immersione nel mare davanti a Castel Boccale mentre stava seguendo una lezione di sub con il suo amico istruttore Riccardo Cornia – era molto legata alla famiglia. Originaria di Imperia, abitava ad Antignano. «È nata all’ospedale di Imperia – racconta la mamma – perché mio marito, all’epoca, lavorava come ferroviere alla stazione di Diano Marina, in Liguria. In realtà era nata prematura, perché se tutto fosse andato come da programma sarebbe nata all’ospedale di Livorno. Subito dopo, infatti, mio marito è tornato in città, ci siamo stati un anno a Imperia...».
La mamma sapeva che lei e la sorella Nicoletta erano molto amiche dell’istruttore, Riccardo Cornia. Dopo il turno di Simona, fra l’altro, sarebbe poi toccato anche a Nicoletta. «Si conoscevano, lui è di Bologna ed è stato il loro istruttore – racconta la donna – ed erano molto amici. Hanno fatto questo corso proprio per questo legame». —
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