Gioco
Remo Di Renzo: «Da anni denuncio la situazione a oggi solo parole»
Lo sfogo di un cittadino: «Non poter portare un fiore ai miei cari è violenza»
LIVORNO. Non ci sta l’ingegner Remo Di Renzo a subire in silenzio quello che per lui è un sopruso. Un’ingiustizia. Lui vuole sentirsi libero di andare a visitare i suoi cari seppelliti in galleria Quadrato Mandic, a due passi dal quadrato mascagnano. Di portare loro fiori e pensieri. Lo vuole fare in sicurezza. Eppure non può farlo. E allora partono pec ed esposti al sindaco Luca Salvetti del Comune di Livorno (“le autorità comunali per normativa devono esercitare una azione di alta vigilanza su un bene di interesse pubblico”, scrive) , a Gianluca Staderini commissario dell’Arciconfraternita della Misericordia. «Da mesi le tombe dei miei cari sono completamente interdette: vivo tutto come una violenza, una grossa ingiustizia», si sfoga.
«Il 28 febbraio sono andato a fare visita ai miei cari e ho trovato anche il secondo ingresso al Quadrato Mandic sbarrato per un crollo certamente non improvviso e prevedibile nella zona cimiteriale prospiciente, risultando di fatto l’accesso vietato a tante tombe».
L’ingegnere è dal 2015 che fotografa e denuncia una situazione dove, a suo dire, “non è più stata oggetto di manutenzioni ordinarie, né tantomeno straordinarie”. A distanza di 6 anni ecco che, per ragioni di mancanza di manutenzioni, la situazione è peggiorata. «Da decenni tutto è in abbandono senza che la Misericordia appronti alcun piano di recupero nonostante le concessioni pagate a caro prezzo: da anni denuncio la situazione. Ad oggi solo parole», si sfoga. «Dopo il crollo nessuno ha avvertito i familiari», rincara.
Le ultime sue pec sono del 1 marzo. Al sindaco si chiede: “in qualità di sindaco voglia disporre gli opportuni accertamenti, valutando gli eventuali profili di illiceità nella gestione della concessione cimiteriale”. Stessa data per la pec inviata a Staderini. Il 18 marzo la risposta dell’assessora Viola Ferroni che tranquillizza il cittadino “il vice commissario ci ha assicurato che i lavori di messa in sicurezza e ripristino cominceranno al massimo entro un mese”. «Staderini - chiude Di Renzo - mi ha ricevuto nel suo ufficio e ha rappresentato la tragica situazione economica della Misericordia ma che fin dal giorno successivo, parliamo del 15 marzo, sarebbe stato firmato l’appalto per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza, ad oggi 22 aprile tutto resta immutato. Ho riscritto alla Misericordia via mail per rammentare la promessa ma senza risposta. Io sono un tecnico, molto razionale e continuerò a scrivere e denunciare la situazione». —
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