Gioco
Livorno, oltre 500 tifosi davanti al Comune per ripartire - Video
Sull’asfalto di piazza civica piantato il seme della rinascita. I cori: “Il Livorno, il Livorno siamo noi. Spinelli vattene"
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LIVORNO. Cinquecento cuori e mascherine amaranto (secondo gli ultras anche settecento). La toccante dimostrazione di un amore infinito. Anzi. Un atto di fede. Cinquecento cuori non più divisi come negli ultimi anni, ma finalmente uniti. Al fianco degli ultras della curva – da anni in guerra con Spinelli – ci sono gli sportivi del "Magnozzi", storicamente più moderati nei confronti della società e presenti con il loro striscione. C’è Gianni Cecchi del club Milano Amaranto, mai tenero con Spinelli: «Mi sono fatto oltre trecento chilometri per esserci».
Compatti e decisi di percorrere tutti insieme la strada che porta alla liberazione e alla rinascita. E poco importa se quella strada sarà stretta e impervia. Anzi. Più si affonderà nel fango, maggiore sarà la determinazione per tornare a splendere tra le stelle. Alle cinque e mezzo, trenta minuti prima dell’ora "x" in Piazza Grande ci sono già duecento tifosi. Di ogni età. Vecchie maglie consunte raccontano la nostra storia recente: "Lucarelli", "Paulinho", "Vantaggiato", "Loviso", "Di Gennaro".
Passano i minuti, il gruppo si ingrossa. Alle sei sono cinquecento. Aumenteranno ancora con il passare dei minuti. I capi ultras fissano alla balaustra di marmo del comune il loro mantra composto da quelle due parole che da anni hanno scavato il solco: Spinelli vattene. Più in basso un altro lenzuolo con l’invito rivolto a tutti i dirigenti a togliere il disturbo, anche se l’espressione è più colorita. Colorata invece è l’aria. Ci sono i fumogeni che con il loro inconfondibile odore acre evocano giornate indimenticabili, di stadio pieno, vittorie storiche, di giocatori-icona in campo e di cori commoventi nella loro dirompente semplicità. Quelli stessi che risuonano in Piazza Civica mentre il traffico si blocca: “Il Livorno, il Livorno siamo noi”, una verità incontrovertibile scolpita su pietra. E poi la struggente litania che riporta alla storia della città, quella dell’eroe Bartelloni: “È la mia città e la difenderò”.
C’è la bandiera del gruppo della curva sud LVRN, con la skyline livornese. Si distinguono la fortezza e il gazebo. Una voce grida: "E adesso tutti insieme cantiamo con il cuore il nostro inno”. E la piazza intona: "Baldi e fieri, venite o compagni". Ci sono i cori contro Spinelli. Arriva il Sindaco Salvetti: “Toglili lo stadio, Lucaa”.
Un atto di fede incondizionata che qui non si vedeva da anni. Il seme della rinascita è stato piantato sull'asfalto di Piazza del Municipio.
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