Gioco
Insulta e minaccia l’infermiera denunciato e mille euro di multa
Il trentunenne voleva accompagnare alla visita la compagna e il figlio piccolo Poi il “raptus”: ha perfino spaccato la porta d’ingresso della camera calda
Stefano Taglione
livorno. Insieme alla moglie aveva portato il figlio piccolo al pronto soccorso a causa della febbre alta. Poi – forse infastidito dal fatto che non potesse stare insieme a loro durante la visita, scenario per altro ben noto a causa dell’emergenza coronavirus – è scattata la follia. Prima ha spaccato la porta d’ingresso della camera calda (che costa 800 euro) mettendola fuori uso, poi ha minacciato e offeso un’infermiera e le guardie giurate che erano intervenute per calmarlo.
Esattamente un mese dopo l’accaduto – erano il 4 aprile scorso – un trentunenne livornese (nato a Pisa) è stato denunciato dall’Asl e sanzionato per mille euro dai carabinieri del Nas, guidati dal maggiore Michele Cataneo. I militari lo hanno identificato grazie alla registrazione del bambino al triage e alle testimonianze del personale al lavoro in quel momento in viale Alfieri. La multa, assai salata, è prevista dalla legge 113 del 2020, entrata in vigore lo scorso settembre, che prevede un verbale da 500 a 5.000 euro per chi oltraggia il personale sanitario e sociosanitario in modo «violento, ingiurioso, offensivo e molesto». Come accaduto un mese fa. Secondo quanto ricostruito il figlio del trentunenne è stato registrato al triage alle 19.47 dopo essere stato accompagnato in auto dai genitori fino all’interno dell’ospedale, per essere visitato nella shock room alle 19.59 e dal pediatra alle 20.15. Tutto molto velocemente, per altro. Mentre alle 22 c’è stata la dimissione.
È in questo lasso di tempo che il trentunenne ha seminato il panico in reparto. Dopodiché l’Asl Toscana nord ovest – che ormai da tempo ha deciso di non tollerare più questi comportamenti – ha denunciato il giovane ai carabinieri (per minaccia, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento) e informato il Nucleo antisofisticazione e sanità che ha proceduto a sanzionarlo. «Ringrazio il comando per l’opera di protezione degli operatori messa in campo nell’ultimo periodo tramite l’attuazione di questa innovativa normativa», dice Maria Letizia Casani, la direttrice generale dell’azienda sanitaria. «Proseguiremo a segnalare comportamenti o comunicazioni, anche via social, aggressivi ed offensivi – spiegano dall’azienda – ferma la rilevanza penale dei comportamenti che costituiscano ipotesi di reato, per l’applicazione immediata ai trasgressori delle sanzioni amministrative previste dalla nuova legge».
La norma adottata l'anno scorso prevede che «chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale sanitario o sociosanitario o anche di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso funzionali allo svolgimento di queste professioni in strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private è soggetto alla sanzione amministrativa da 500 e 5.000 euro». —
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