Il Tirreno

Livorno

Sui 2,3 milioni di euro destinati all’ippodromo Caprilli galoppano solo le polemiche

Juna Goti
Sui 2,3 milioni di euro destinati all’ippodromo Caprilli galoppano solo le polemiche

Il Comune di Livorno cambia idea: niente mutuo per finanziare gli interventi ma si userà l’avanzo di bilancio. Opposizioni infuriate

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livorno. Il Comune ha cambiato idea: per rimettere in corsa l’ippodromo, che è un prezioso esemplare azzoppato da anni di chiusure e vandalismi, non accenderà più un maxi mutuo, ma userà una parte dell’avanzo di bilancio destinato agli investimenti. Una scelta che ieri è tornata a infuocare il consiglio comunale: tra chi, dalle opposizioni, ha puntato il dito sull’opportunità di spendere 2,3 milioni sulla sistemazione del Caprilli «con in mano solo sei giornate di corse e senza un progetto definito per il futuro» e chi invece, dalla maggioranza, ha difeso la scelta della squadra di Salvetti.

I soldi extra ippodromo

Va detto che in votazione ieri c’erano una serie di variazioni ai documenti di bilancio e al piano triennale delle opere pubbliche che non riguardano solo il Caprilli. Come ha detto l’assessora Viola Ferroni, si tratta di «interventi in conto capitale e spese che hanno colto al volo l’occasione dell’approvazione del rendiconto di gestione che ha reso disponibili alcune risorse». Nel dettaglio: due attraversamenti pedonali da fare entro l’estate sul viale Italia all’incrocio con via dei Pensieri e via Randaccio (aggiungendo 50mila euro ai 350mila a bilancio); trasferimenti a Casalp per il miglioramento energetico delle case di via Amendola (118mila euro di compartecipazione del Comune a fondi regionali) più 300mila euro per sistemare l’isolato Giardino in Corea; la manutenzione del Centro polifunzionale di viale Marconi.

Il cambio di rotta

Se su questi interventi la stragrande maggioranza delle forze politiche si è trovata d’accordo, è sul Caprilli che è scoppiata la discussione, tanto che alla fine gli atti sono passati con i voti della maggioranza. «Cambiamo la fonte di finanziamento per rifunzionalizzazione l’ippodromo», ha introdotto Ferroni: «Passiamo dal mutuo all’applicazione dell’avanzo destinato agli investimenti», «da 2.316.000 euro di importo scritto inizialmente a 2.218.400 euro, perché 97.600 euro sono già stati finanziati con un prelevamento dal fondo di riserva». Perché questo cambio? «Per ragioni di opportunità e di celerità di reperimento delle risorse, visto che i mutui hanno un’istruttoria più lunga. Non si va comunque ad esaurire il fondo e non si vanno a usare quei soldi a discapito di altri interventi».

«Spese senza progetto»

Non la pensano così le opposizioni. Lo dice Gianluca Di Liberti (Lega): «Bene che si rivalorizzi l’ippodromo, ma queste risorse che sono utilizzabili immediatamente potrebbero servire per fare ben altro, come interventi per le imprese». Rincara la collega Costanza Vaccaro: «La giunta procede a tentoni, non ha un progetto di lungo respiro, sarà uno sperpero». Anche per Andrea Romiti (Fdi) «scegliere di spendere 2,3 milioni così non ha senso: se si fosse fatto per fare ripartire l’area con un progetto a lungo termine avremmo applaudito. Invece ci dite che si farà qualche corsa, alle cinque del pomeriggio, sotto il sole … ma dove vivete? È ridicolo e sbagliato. L’ippica è finita, mi dispiace, il mondo cambia».

Nel corso del lungo dibattito, i dubbi non vengono solo da destra. La neocapogruppo di Buongiorno, Valentina Barale, usa toni pacati ma duri: «Vogliamo tutti che quell’area sia di nuovo aperta, ma la scelta della giunta non è condivisibile: si fa un investimento del genere senza senza avere una prospettiva che vada oltre settembre 2021, quando il Caprilli potrebbe diventare di nuovo una giungla». Oggi, aggiunge in sintesi, «edilizia pubblica e scolastica vengono prima delle corse dei cavalli». Un punto su cui ribattono dal M5S sia Lucia Grassi che Luca Vecce («avevamo proposto di dirottare i soldi sulle scuole e siete sicuri che il vostro elettorato consideri ancora l’ippodromo una priorità?»).

«Riaccendere l’impianto»

Parole che dalla maggioranza scatenano vari interventi a difesa. Da Valerio Ferretti a Cristina Lucetti (Pd) a Cinzia Simoni (Casa Livorno) ripetono che «se l’impianto è in malora è colpa di chi c’era prima». Il capogruppo Dem Paolo Fenzi si sofferma su tre punti: non accendere il mutuo «permette proprio di finanziare con mutui altri tipi di interventi, come l’edilizia scolastica»; «nei 2,3 milioni rientra la manutenzione straordinaria che per cinque anni è stata abbandonata»; «dall’inizio abbiamo detto che non basterà l’ippica per mantenere quel tipo di impianto, ma le corse di luglio serviranno a ripartire». «Sei giornate per 36 corse», puntualizza Enrico Bianchi, il primo sostenitore dei cavalli: «E comunque prima di suonare il de profundis, aggiorniamoci a settembre».

«So che i tempi sono cambiati – chiude Luca Salvetti – ma abbiamo l’obbligo morale di restituire questo ambiente alla città. Non solo con le corse: quello è l’interruttore per riaccendere i riflettori sull’impianto, dove oltre all’ippica dovremo fare anche altro». Ma cosa? Per ora accenna al bando per la gestione: «Dovrà contenere un programma culturale, di intrattenimento, formativo e anche il Comune potrà ritagliarsi uno spazio vivo». Studiando il futuro, per ora si annuncia uno spettacolo di “Scenari di quartiere” nelle scuderie. —

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