Gioco
Addio a Furio Melani, pioniere toscano della floricoltura
Livorno: nel quartiere di Corea negli anni Cinquanta ha fondato la Melani Vivai. Era l’azienda leader regionale all’inizio del boom economico
LIVORNO. Livorno piange Furio Melani, 84 anni, pioniere italiano della floricoltura e fondatore della Melani Vivai. Viveva a Salviano e fin dagli anni Cinquanta ha nutrito una grande passione per il mare, le piante e i fiori. È così che seguì il suo istinto, frequentò per due anni l’Accademia navale e divenne sub. Poi sentì il bisogno di dedicarsi alla terra e scelse di mettere su famiglia e diventare coltivatore di fiori. La floricoltura non era un mestiere facile per quei tempi, rare scuole e chi praticava il mestiere si teneva stretti i suoi segreti (e forse per questa ragione che Furio in seguito inviò Umberto, il figlio maggiore, a studiare floricoltura alla scuola di Minoprio, a Como).
L’imprenditore livornese, da zero, iniziò collocando fioriere e realizzando aiuole nel suo quartiere, poi verso la fine degli anni Cinquanta diede l’avvio alla propria attività in Corea, poco distante dal cimitero dei Lupi. Gli anni Sessanta portarono con sé l’inizio del boom economico e ne approfittò per ampliare l’attività, con la costruzione di un complesso di serre di circa tremila metri quadrati che poi, in breve tempo, raddoppiò. A quei tempi la Melani Vivai – questo il nome dell’azienda, esistente ancora oggi – era la più grande e rappresentativa della Toscana. La produzione spaziava dalle piante fiorite stagionali alle verdi e tropicali con contatti e integrazioni inizialmente con le aziende della Versilia e di Sanremo, poi di tutta Italia.
Agli inizi degli anni Ottanta l’attività si era consolidata, ma la produzione non era più sufficiente a coprire la domanda. È così che Furio progettò e realizzò una nuova e moderna azienda di 20.000 metri quadrati a Salviano, in via del Crocino, che venne chiusa poco dopo per non dare fastidio ai concorrenti locali, dato che la Melani Vivai aveva ormai scelto la grande delle grandi forniture e non del dettaglio. In quegli anni l’operatività dell’azienda riguardava praticamente tutta l’Italia, con una presenza significativa in Olanda, Danimarca e Spagna.
L’imprenditore non ha mai fatto mancare il suo apporto alle chiese della città, regalando corone di fiori. L’azienda di Salviano rimase in funzione fino al 2010, quando fu ceduta in parte a un progetto edilizio. L’attività della Melani Vivai prosegue in parte a Salviano e in Corea grazie ai figli Fabio e Umberto. Le esequie saranno celebrate oggi nella Chiesa della Madonna da monsignor Pasquale Bevinetto. —
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