Il Tirreno

Livorno

il dibattito sull’ospedale 

«Non cancellate un parco col ricatto della perdita dei finanziamenti»

Leonardo Bertelli, Piercarlo Bacci, Tommaso Tocchini
«Non cancellate un parco col ricatto della perdita dei finanziamenti»

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Un luogo è diverso da uno spazio, un luogo ha una identità, un vissuto.

Il nuovo ospedale necessita di uno “spazio” e lo può trovare all’interno di un “luogo” da sempre individuato dai cittadini come dedicato alla cura, alla salute; non può né deve insediarsi, distruggendolo, in un “luogo” che storicamente (da 30 anni) dai livornesi viene associato al gioco, alla ricreazione, al tempo libero con i figli e gli amici.

Abbiamo purtroppo un ceto politico ed amministrativo che non capisce la differenza o se la capisce decide di fregarsene.

Il ricatto “se non lo costruiamo lì, perdiamo i finanziamenti” non è accettabile , nessuno vuole rinunciare ai finanziamenti (se ci sono) o ad un nuovo ospedale; tutti, spero, desiderano spendere meglio le risorse finanziarie pubbliche promesse (se ci sono) per migliorare ed accrescere l’assistenza sanitaria, senza perdere quella che già esiste, investendo anche sul miglioramento delle dotazioni tecnologiche, sul personale medico e paramedico, e sulla rete territoriale implementando l’assistenza di prossimità.

Non è accettabile il tentativo di nascondere o omettere la realtà.

La direttrice dell’Asl Casani sostiene che il nuovo nosocomio viene costruito all’interno di un’area ex industriale bonificandola; il sindaco continua a descrivere l’ampliamento del parco come una piattaforma di cemento dimenticando 12.000 mq. di verde alberato ed una attrezzatura ludica per teatro e concerti all’aperto, per pattinaggio e skate, per danza e ginnastica.

In realtà l’area su cui si intende costruire costituisce un ampliamento di circa 2 ettari di un parco pubblico realizzato alla fine degli anni ’80, su progetto di un noto ed apprezzato paesaggista (prof. Arch. Guido Ferrara) e nella sua realizzazione, di cui la città ha goduto per oltre 30 anni, venne bonificata l’area che risultava dalla dismissione dell’opificio Sice/Pirelli, bonifica avvalorata dai sondaggi oggi effettuati.

Non è accettabile che le cittadine ed i cittadini livornesi vengano blanditi con una semplice promessa di restituzione di aree verdi, oggi distrutte, alla fine della costruzione del nuovo ospedale (203 ?) con piantagione di alberi e cespugli che assumeranno l’aspetto di quelli oggi eliminati dopo altri 30 anni ed in ogni caso con la perdita del “luogo” come oggi si configura.

Non è accettabile che si abbandoni la manutenzione dell’ospedale esistente che in ogni caso dovrà garantire l’assistenza e la cura almeno per altri 10 anni. Dobbiamo preoccuparci della città come bene comune degli uomini . La città non è solo un affare.

Leonardo Bertelli, Piercarlo Bacci, Tommaso Tocchini

Osservatorio Trasformazioni Urbane



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