Gioco
Da Haoudi fino a Neri, il Livorno dei Dilettanti dice addio a tutti i gioiellini
I calciatori si svincoleranno automaticamente il primo luglio, anche quelli con il contratto per la prossima stagione. Nunziatini via per appena 92mila euro. E le giovanili devono ripartire dai regionali
LIVORNO. La prima conseguenza della retrocessione in serie D è sul parco giocatori: come da regolamento, il crollo dal professionismo al mondo dilettantistico fa decadere tutti i contratti. Sì, i calciatori si svincoleranno automaticamente il primo luglio, anche quelli con il contratto per la prossima stagione come per esempio Sosa, Bussaglia e Mazzarani. Andranno via tutti, da Parisi che è stato uno dei pochissimi a dare l’anima a Buglio che era in prestito dal Padova ed è stato invece tra i più disastrosi, passando per Stancampiano, Gemignani e Braken.E i giovani? Qui bisogna fare una distinzione tra coloro che hanno il contratto da professionista e quelli tesserati invece come giovani del vivaio: Haoudi, Neri e Caia hanno firmato il nuovo accordo nei mesi scorsi e rientrano nel primo caso, quindi lasceranno il Livorno a 0, mentre altri ragazzi come i 2003 Nunziatini e Paci non hanno ancora il contratto da professionista, dunque restano legati alla società amaranto.Nota soprattutto la storia di Nunziatini, fermato a un passo dalle 15 presenze che avrebbero costretto la società amaranto a fargli il contratto da professionista: a questo punto il giocatore, vista la retrocessione in D del Livorno, per regolamento si può liberare in automatico se una società di serie A mette sul piatto 92mila euro. E questa non è una cifra trattabile.
UN MILIONE DI EURO IN FUMO.
Oltre ai giocatori visti con la maglia amaranto fino a domenica scorsa, il Livorno perde anche quelli sotto contratto che attualmente sono in prestito. E qui la valutazione non è tecnica, ma solo ed esclusivamente economica.Restando a livello professionistico, con i diritti di riscatto ci sarebbe stata la possibilità di incassare circa un milione di euro: pensate per esempio ai 400mila euro pattuiti con la Salernitana per Bogdan, che ora si sta giocando una clamorosa promozione in serie A, ma anche ai 300-350 complessivi per Raicevic e Boben, protagonisti con la Ternana dei record e destinati a rimanere ancora con Cristiano Lucarelli in B. E questi sono solo i casi più eclatanti, perché poi ci sono anche operazioni minori. Insomma, una perdita non indifferente alla luce di tutte le problematiche a livello societario. Bisogna però considerare che, se il Livorno si fosse salvato e per esempio la Ternana non avesse riscattato Raicevic, il club si sarebbe ritrovato con costi di gestione altissimi e non più sostenibili, oltre a giocatori fuori dal progetto. Anche se parlare di progetto con questi soci non aveva, non ha e non avrà alcun senso.
COME CAMBIA IL VIVAIO.
Con la retrocessione in serie D e l’addio al professionismo, anche il settore giovanile è destinato a cambiare profondamente. Innanzitutto il Livorno è obbligato a presentarsi con gli Juniores nazionali, la Primavera delle squadre di serie D, altrimenti scatterà una multa di 15mila euro per il primo anno e di 25mila per il secondo. E avere una squadra Juniores all’altezza della situazione è fondamentale, visto che il regolamento si basa proprio sul dare spazio ai giovani: quest’anno, per esempio, in D era obbligatorio giocare con un ’99, un 2000, un 2001 e un 2002. E le altre categorie giovanili? Sono persi tutti i campionati "nazionali".
Se verranno iscritte dalla società, avranno diritto a partecipare ai campionati regionali, come fanno sapere dal comitato toscano della Figc. Così il nome del Livorno Calcio finirà nelle classifiche degli Allievi e dei Giovanissimi regionali, accanto per esempio all’Armando Picchi e al Livorno 9.«Il regolamento è questo - spiega Bruno Perniconi, vicepresidente vicario della Figc regionale - da livornese sono amareggiato per quanto accaduto, il dolore è enorme. Io conosco bene la serie D e spero in una risalita del Livorno, ma non sarà semplice: serve capire subito una realtà diversa e servono le persone giuste. Livorno merita senza dubbio altre categorie». --
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