Gioco
Associazione Combattenti, Santino presidente, Bitossi vice
LIVORNO. L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Ancr), quartier generale in via Giosuè Borsi, ha rinnovato le proprie cariche elettive per il quadriennio 2021-2024: “A causa della particolare situazione pandemica in atto – viene precisato – che impedisce di poter radunare fisicamente i soci, i voti sono stati espressi in presenza, tramite e-mail e per telefono.
Alla guida della sezione livornese è stato eletto presidente il capitano cavalier Santo Santino, vicepresidente il cavalier Giovanni Bitossi, segretario Primo Stendardi, sindaco controllore Luciano Manuguerra e consigliere supplente Walter Terreni.
Santo Santino è una straordinaria figura di partigiano siciliano, che compirà cento anni agli inizi di marzo del prossimo anno: straordinario per l’età ma anche perché da giovane avrebbe potuto, proprio in virtù della sua provenienza geografica, evitare di impegnarsi nella guerra partigiana quando la sua terra era ormai stata liberata. La sua testimonianza umana è tornata sotto i riflettori anche recentemente: con una intervista a “Repubblica” in cui, a distanza di quasi ottant’anni da quella scelta, si è commosso ricordando che «a vent’anni anni ho capito cos’è la dignità umana e cosa vuol dire battersi per i valori: sono rimasto sempre sulla linea retta, non ho mai camminato a zigzag».
Il valore della vita – ha confidato al cronista in quell’intervista – l’ha sempre rivendicato al centro della sua azione: «Non facevamo male alla gente, ci concentravamo solo sugli atti di sabotaggio» («a noi interessava la liberazione del territorio nazionale dal nemico e non la vendetta, neppure contro i fascisti»).
Il suo nome di battaglia era “Ciclone”: era al comando di un battaglione della “Matteotti”, quello intitolato a Antonio Boschieri (al quale era stato dato il nome di un compagno di lotta ammazzato nel corso di un rastrellamento nazifascista nel settembre’44). Santo Santino è stato insignito della croce al merito di guerra, il diploma d’onore gliel’ha consegnato il presidente Sandro Pertini, poi sempre al Quirinale è stato ricevuto da Giorgio Napolitano che l’ha fatto cavaliere. —
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