Gioco
Raccolta firme per la riqualificazione di via Grande
livorno. Una raccolta firme per dare forza a un atto consiliare che ha come obiettivo velocizzare l’inizio dei lavori per la riqualificazione di via Grande. Questa è l’operazione che Lega avvierà domani con un gazebo dedicato, allestito sul viale Italia.
«Con l'iniziativa che presentiamo – spiega Costanza Vaccaro – intendiamo chiedere al sindaco Luca Salvetti che onori gli impegni presi in campagna elettorale, quando promise una riqualificazione veloce dei portici e un restauro della storica pavimentazione palladiana. Questa via ne ha estremo bisogno». «Fino a qualche anno fa – sottolinea – era considerata la vetrina della città, oggi invece è l’emblema dell’incuria lasciata dalle varie amministrazioni di sinistra».
Vaccaro è un fiume in piena. «Il sindaco ha messo in piedi una campagna di distrazione di massa: nel percorso di riqualificazione perde tempo con verifiche architettoniche, concorsi di progettazioni, insomma con un progetto faraonico inutile. Perché tutti sanno che basterebbe poco per cominciare: decoro, aumento della sicurezza, pulizia della pavimentazione, operazioni che, a causa dei percorsi di partecipazione, si dilatano nel tempo. Ma il tempo è finito».
E conclude: «Noi non ci rassegniamo a un degrado che potrebbe spingere i commercianti disperati a chiudere e ad aprire nei futuri insediamenti che l’immobiliare delle coop sta realizzando con grande rapidità a Porta a Mare. Per questo chiediamo ai livornesi una firma per evitare danni ulteriori alla città».
Il consigliere comunale Gianluca Di Liberti sottolinea come le risorse a cui attingere per i lavori siano già disposizione. «I soldi – sostiene – ci sono, e sono già stati inseriti nel capitolo di spesa; ma il Comune non vuol spendere. Il problema è che l’attuale amministrazione non è capace di progettare la riqualificazione della città. Il centro è fondamentale, una porta che deve essere accogliente».
Vito Borrelli, ingegnere, responsabile del territorio all’interno del partito, chiude evidenziando come, a suo giudizio, il percorso può e deve essere velocizzato. «Non c’è da progettare nulla – afferma – non servono concorsi di idee. Occorre semplicemente capire le cose da rifare e quelle da sistemare. Questi rinvii, tra bandi che richiedono anni, ci sembrano un elemento pretestuoso, e ci preoccupano. Perché nel frattempo c’è il rischio di un abbandono definitivo da parte dei negozianti. È necessario intervenire, salvaguardare il centro: rilanciandolo col ruolo di protagonista». —
Simone Fulciniti
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