Il Tirreno

Livorno

La comunità tunisina ripulisce la spalletta imbrattata di piazza della Repubblica

Alcuni esponenti della comunità tunisina mentre ripuliscono la spalletta
Alcuni esponenti della comunità tunisina mentre ripuliscono la spalletta

Livorno: alcune persone l'avevano deturpata poche ore dopo la morte di Fares Shgater, il ragazzo annegato nel Fosso Reale per sfuggire alla polizia

29 aprile 2021
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LIVORNO. La comunità tunisina ripulisce la spalletta imbrattata sopra l’ingresso del voltone del Fosso Reale, in piazza Garibaldi, dove è morto annegato a 25 anni fuggendo dalle volanti della polizia il loro connazionale Fares Shgater. Si tratta del ragazzo per il quale domenica scorsa, proprio lì, erano stati affissi degli striscioni, mentre poche ore dopo – in attesa della manifestazione che c’è stata lunedì scorso – era stato imbrattato il muro con scritte come “Razzisti” indirizzate alle forze dell’ordine, inizialmente accusate da alcuni nordafricani di aver provocato la morte del giovane.

Secondo quanto ricostruito, in realtà, gli agenti dopo averlo perso di vista in piazza della Repubblica – con l’aiuto dei militari della Folgore presenti in piazza Garibaldi – sono riusciti a capire che il venticinquenne si trovava sugli scali delle Cantine, sotto, e che era appena caduto in acqua nel tunnel del Fosso Reale. I poliziotti sono arrivati agli ormeggi delle barche circa 1-2 minuti dopo Shgater, che purtroppo era in acqua, forse già morto.

La comunità tunisina – dopo aver chiesto di conoscere la verità su quanto accaduto sabato scorso – si era dissociata dalle accuse mosse verso le forze dell’ordine durante la manifestazione e giovedì 29 aprile, con alcuni esponenti, ha deciso di attivarsi per cancellare le scritte apparse sul muro sopra il voltone, sempre in piazza della Repubblica. Dissociandosi verso chi aveva imbrattato la spalletta. 
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