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Livorno

Diplomatico livornese espulso da Mosca: «Risposta alle azioni non amichevoli dell'Italia»

Diplomatico livornese espulso da Mosca: «Risposta alle azioni non amichevoli dell'Italia»

Curzio Pacifici, 56 anni, innamorato del mare, viene dall’Ardenza ed è stato comandante della nave Amerigo Vespucci

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LIVORNO. È livornese doc, ardenzino per l’esattezza, Curzio Pacifici, il diplomatico italiano espulso dalla Russia “in risposta alle azioni non amichevoli e senza fondamento delle autorità italiane contro l’ufficio dell’attache militare dell’ambasciata russa a Roma”come si legge nella nota del ministero degli Esteri russo. Pacifici, 56 anni, prima dell’incarico a Mosca è stato anche, dal 29 ottobre 2012 al 4 ottobre 2016, comandante della nave Vespucci.

Attualmente Pacifici stava ricoprendo il ruolo di assistente addetto alla Difesa e addetto navale dell’ambasciata italiana in Russia finché non si è trovato involontariamente coinvolto nella guerra diplomatica che ha origine dalla decisione di Roma di allontanare due diplomatici di Mosca per il caso di spionaggio in cui è stato coinvolto il nostro ufficiale di Marina, Walter Biot, arrestato lo scorso marzo dai carabinieri del Ros mentre vendeva documenti segreti a degli agenti russi.

Ma la storia di Pacifici ha il colore del mare e della nostra città dove è nato ed ha trascorso anche molti anni come comandante di vascello, tra l’altro appunto anche al comando del Vespucci.

Un personaggio di spicco in città, premiato a ottobre 2019 con gli “Oscar Livornesi” in una cerimonia che si svolse al Nuovo Teatro delle Commedie. Accento decisamente labronico e il mare nel cuore Curzio Pacifici dopo aver frequentato le scuole livornesi è entrato all’Accademia Navale che ha ultimato nel 1987. Da lì un percorso che lo ha portato per parecchi anni lontano dalla sua città natale, tra la Florida dove ha frequentato la scuola di volo, la Base Navale di Spezia dove è stato imbarcato su unità della Squadra Navale Fregate e Caccia partecipando anche a diverse operazioni nel Mediterraneo e nel Golfo Persico, sia sotto la bandiera della Nata che dell’Unione Europea. Con molti altri incarichi sempre più prestigiosi Pacifici, laureato in Scienze Marittime e Navali e in Scienze Politiche, ha costruito la sua brillante carriera.

Del suo periodo sulla nave Vespucci ha sempre conservato un bellissimo ricordo. «Essere il comandante livornese di questa nave – raccontava – è una grande soddisfazione. Anche perché io amo il mare, sono dell’Ardenza, ho sempre vissuto a contatto con il mare, essere al comando di questa che è la nave più bella del mondo è un grandissimo onore». «A bordo di questa nave – spiegava – si impara ad andare per mare e a lavorare in squadra, non è il singolo allievo che fa numero ma il lavorare in team, un modo per valorizzare tutte le capacità individuali, portando il prodotto del singolo all’eccellenza del gruppo». Un comandante speciale che tutti ricordano con stima e affetto e che ora si è trovato alla ribalta delle cronache per un “intrigo internazionale” nel gelo di Mosca, così lontano dalla sua amata Ardenza. —

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di Redazione web