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Il livornese Paolo Rossi nominato da Draghi dirigente generale di polizia: "È il coronamento di tanti anni di lavoro"
La carriera del 61enne ora alla guida della questura di Cagliari: «In strada e in ufficio fondamentale il supporto dei colleghi»
LIVORNO. La telefonata gli è arrivata l’altra notte, nella sua casa di Cagliari, dove vive dal primo novembre dopo aver guidato la Questura di Pisa e quella di Prato. «Mi ha chiamato il capo della Polizia – racconta – Mi ha detto che si era da poco concluso il Consiglio dei Ministri che aveva ratificato la mia nomina. Cosa dico? Che sono contento, che è il coronamento di tanti anni di lavoro che mi hanno portato a un ruolo di vertice nella nostra amministrazione. Ringrazio tutti i colleghi che hanno lavorato con me nel tempo». Paolo Rossi, 61 anni, livornese doc, sposato, padre di tre figli, è da sabato ufficialmente dirigente generale di pubblica sicurezza.
Una nomina che era nell’aria dopo una lunga carriera che l’ha visto passare da Genova, Livorno, Prato, Pisa per poi sbarcare nell’autunno scorso nel capoluogo sardo. Nella seduta di sabato del Consiglio dei Ministri il suo nome figura insieme a quello del questore di Trieste Irene Tittoni proposto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per la nomina di dirigente generale di pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato. Residente ad Antignano, amante dello sport (era un buon giocatore di basket), poliziotto dal 1983, Rossi ha Livorno nel cuore ma dagli anni in cui era il capo della Mobile è stato, spesso, con la valigia pronta. La sua carriera, dicevamo, inizia con l’ingresso in polizia, dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Pisa la qualifica di vice ispettore e assegnato alla questura di Genova nella sezione Antiterrorismo della Digos. Nel 1986, dopo aver vinto il corso per vice commissario e superato il relativo corso di formazione presso l’Istituto Superiore di polizia in Roma, prende servizio al VI reparto mobile di Genova-Bolzaneto con l’incarico di responsabile del nucleo, capo ufficio amministrazione ed infine vice dirigente. Seguono incarichi di responsabilità nella polizia di frontiera nell’aeroporto di Pisa. Gli anni livornesi, del ritorno nella sua città sono quelli un cui guida la squadra mobile mettendo a segno alcune importanti operazioni soprattutto nel campo del traffico internazionale di stupefacenti. Nel 2002 viene promosso primo dirigente, diventa capo di Gabinetto, dirigente dell’Anticrimine e vicario del questore. Sono gli anni dell’ordine pubblico e delle campagne per la sicurezza in città.
La promozione a dirigente superiore arriva nel 2015 tanto che l’anno dopo diventa questore di Prato. Due anni ancora (2018) ed è nominato questore a Pisa. Nella città della Torre, tuttavia, sta fino al primo novembre quando cambia decisamente “porto” ed approda alla direzione della Questura di Cagliari. Dal 24 aprile è dirigente generale. «Devo ringraziare tutti i miei colleghi, sia quelli sul campo che quelli con cui ho lavorato in ufficio, che mi hanno sempre supportato e sopportato (ride, ndr). In questi anni no mi sono mai sentito solo». Il futuro? Nell’isola, dice, sta bene ma è – come si suol dire – a disposizione. E chissà che non possa proseguire la sua brillante carriera in Toscana, a Firenze.
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