Il Tirreno

Livorno

I musei a Livorno ripartono alla grande: in arrivo la mostra di Mario Puccini

Cristiana Grasso
I musei a Livorno ripartono alla grande: in arrivo la mostra di Mario Puccini

Mentre martedì 27 aprile riaprono sale e collezioni di Villa Mimbelli e dei Bottini dell’Olio, l’assessore Lenzi annuncia importanti iniziative e c’è anche il busto di Wildt

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LIVORNO. Il semaforo verde della zona gialla scatta oggi ma visto che il lunedì è giorno di chiusura le belle sale di Villa Mimbelli e dei Bottini dell’Olio, le collezioni che le due strutture si spartiscono, dovranno aspettare domani prima di poter riaccogliere il pubblico assente da tempo. E sarà un abbraccio simbolico ricco di promesse perché se le esposizioni in questo periodo sono state invisibili, dietro le quinte delle strutture si è lavorato eccome così che ora ci sono due bei progetti già pronti per questa riapertura.

Per quanto riguarda il Museo Fattori di Villa Mimbelli per esempio c’è in programma per le prossime settimane un allestimento per mostrare alla città il busto di Santa Lucia di Adolfo Wildt, un’opera preziosa al centro di un lungo contenzioso, rimasta per anni ignorata negli uffici dell’Unione Ciechi, poi venduta all’insaputa dell’Asl che ne era proprietaria, recuperata dopo una serie di peripezie e di passaggi di mano (è stata anche battuta all’asta da Sotheby) anche grazie al nucleo tutela opere d’arte dei carabinieri. Un’opera di grande pregio ed anche una storia avvincente e a lieto fine, con il busto di Santa Lucia firmato dal celebre scultore vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento che finalmente avrà la sua naturale collocazione appunto al museo Fattori.

Ai Bottini dell’Olio invece, mentre si sta lavorando a una riorganizzazione del Museo della Città («che non dovrà essere statico ma avere la possibilità di ruotare le collezioni» dice l’assessore alla cultura Simone Lenzi) si sta organizzando nei dettagli una grande mostra dedicata al pittore Mario Puccini, “il Van Gogh livornese”: lo scorso anno si sarebbe dovuto celebrare il centenario della morte ma la pandemia ha fatto saltare tutte le iniziative e ora è il momento di recuperare il tempo perduto. E anche intorno a questa mostra si tesse una storia affascinante e complicata, fatta di grandi amicizie tra artisti e litigi, un funerale(quello di Puccini appunto) “contestato”, strascichi che si sono protratti fino alla fine degli anni Ottanta quando la salma trovò finalmente la sepoltura, che gli era stata negata, al Famedio di Montenero.

Una vita anche tormentata dalla depressione ma impreziosita dal talento e una morte che ebbe il potere di sconvolgere a tal punto i colleghi pittori e amici del caffè Bardi (maestri come Renato Natali, Giovanni March, Renuccio Renucci, Giovanni Zannacchini) da far decidere loro di fondare un sodalizio, appunto il Gruppo Labronico, che avesse l’obiettivo, oltre che di ricordare lo spessore artistico di Puccini, di “adoperarsi in ogni modo” affinché la sua salma fosse trasferita al Famedio. Ecco, ora Puccini, oltre alla degna sepoltura, avrà anche una grande vetrina che permetterà ai livornesi e non soloa loro di conoscerlo attraverso un percorso accuratissimo che sarà costruito nei locali che hanno ospitato le opere di Modigliani e più recentemente i capolavori della mostra “Vissi d’arte”.

«Sono felice di questa riapertura, per me i musei non avrebbero mai dovuto chiudere – dice Lenzi – . Comunque tra una riapertura e l’altra non siamo certo stati con le mani in mano e abbiamo lavorato ai nostri progetti così che ora questa nuova apertura, speriamo definitiva, non ci coglie impreparati.Senza contare che già eravamo attrezzati sulla questione misure di sicurezza, abbiamo organizzato tutto in perfetto rispetto dei decreti». —

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