Il Tirreno

Livorno

Addio a Maddalena Winspeare: l'imprenditrice e fondatrice di "Sillabe" è morta a 57 anni

Stefano Taglione
Maddalena Paola Winspeare, morta a 57 anni
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Maddalena Paola Winspeare, morta a 57 anni

Livorno, la tragedia proprio nel giorno del suo compleanno. Il ricordo della collega e amica Laura Belforte: «Una donna colta, simpatica e ironica»

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LIVORNO. All’inizio degli anni Novanta, mentre in molti potevano pensare che la cultura fosse riservata a una ristretta élite di persone, lei ha saputo trasformare l’arte in opportunità di lavoro per decine di persone. Dapprima aprendo una cooperativa, poi attraverso la casa editrice Sillabe degli scali d’Azeglio, creando una società ad hoc dal nome “Opera Laboratori Fiorentini”, ora “Opera20” dopo una fusione. Aziende fondamentali per il Polo museale fiorentino, i musei senesi e quelli Vaticani, visto che per decenni si sono occupate di pubblicare e stampare le guide (non solo in italiano) per i tantissimi visitatori che apprezzano la storia e la cultura del Belpaese.

È morta a 57 anni l’imprenditrice e pioniera editoriale Maddalena Paola Winspeare. Livornesissima – con radici napoletane e un cognome anglosassone – ha sempre vissuto a Livorno e mai, dalla sua città, si è mai sognata di staccarsi anche solo per un attimo. Pur lavorando quasi esclusivamente nel resto d’Italia, infatti, ha sempre mantenuto la sua attività sugli scali d’Azeglio, dove si trova ancora oggi. E dove gli autori dei libri da lei pubblicati – il settore specifico è sempre rimasto quello della divulgazione e la valorizzazione dell’arte – amavano incontrarla. Winspeare, responsabile della casa editrice da lei fondata, è morta ieri mattina nel giorno del suo cinquantasettesimo compleanno, a causa di una malattia contro la quale stava lottando da un anno. Per questo, nelle ultime settimane, era stata ricoverata nella clinica pisana di San Rossore.

Da due giorni aveva deciso di tornare a casa, nella sua amata Livorno, dove ha perso la vita. Lascia il marito e una figlia di 16 anni. «Era una persona colta, simpatica e dalla spiccata ironia – la ricorda la grafica Laura Belforte, sua collega di lavoro da 30 anni e nel ’92 con lei nella prima cooperativa aperta – Abbiamo iniziato a lavorare in questo settore quando ancora si battevano a mano i dischetti e quando per scansionare le fotografie dovevamo andare in un laboratorio specializzato a Pisa. Insieme abbiamo vissuto il totale cambiamento del panorama editoriale: prima dettato da una forte manualità, ora completamente digitale, anche nella trasmissione dei dati. Ma lei ha sempre amato incontrare tutti noi collaboratori intorno a un tavolo e renderci partecipi delle sue idee e dei suoi progetti, non le piaceva lavorare a distanza, voleva guardarci tutti negli occhi».

Maestra nella comunicazione tradizionale e sui social network – anche se lei non ha mai voluto aprire neanche un profilo Facebook – le sue idee hanno contribuito alla valorizzazione, fra gli altri, dei marchi degli Uffizi e in generale dei musei del Polo fiorentino. Di alcuni gadget – come le cartoline in vendita nei negozi interni alle strutture – se ne è occupata in prima persona. E lo stesso, quasi due anni fa, ha fatto per la mostra di Modigliani nella sua Livorno, al Museo della città. «Senza mai dare lavoro a personale esterno alla nostra casa editrice – prosegue Belforte – ma sfruttando i suoi dipendenti, persone a cui ormai era affezionata. Eravamo tutti una grande famiglia e ora continueremo questo lavoro basandoci sui suoi insegnamenti». —

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