Il Tirreno

Livorno

Cene, calcetto e colazioni «La prima cosa bella che faremo da lunedì...»

Gianni Tacchi

Molti livornesi stanno facendo il conto alla rovescia verso il ritorno alla zona gialla «Ci mancano le piccole cose che facevano parte della quotidianità e gli amici»

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Gianni Tacchi

LIVORNO. Daniele Milazzo ha 19 anni e per lunedì, quando la Toscana dovrebbe tornare gialla, ha già organizzato tutto: ritrovo con gli amici di sempre e aperitivo a Calafuria. «E magari martedì o mercoledì ci scappa anche una calcettata», aggiunge.

Savino Donato, ex carabiniere di 55 anni, vuole ritrovare un po’ di normalità andando «a pranzo da Armandino, verso Tirrenia, una trattoria a cui sono legato e che mi fa sentire a casa».

Per Lorenzo Lemmi, Paolo Moriani e Massimo Salvadori, pensionati tra i 72 e i 79 anni, è il momento di riprendere un’abitudine che andava avanti da una vita: tavolino in Baracchina Rossa, «quattro chiacchiere tra calcio e politica», un paio di ore insieme «dopo un anno e mezzo di vita bruciato dal Covid».

Sono le prime cose belle dopo mesi di chiusure e restrizioni, cose semplici che fino a marzo 2020 facevano parte della nostra vita quotidiana e che ora sembrano qualcosa di straordinario. Il pranzo con gli amici, un saluto ai nipoti che vivono fuori città, un caffè sul lungomare.

Lunedì 26 dovrebbe arrivare il via libera anche in Toscana, ma servirà comunque prudenza per non compromettere l'estate: mascherine, distanziamento, rispetto delle regole. «Bisogna stare molto attenti, anche se il governo ha deciso di alleggerire le misure anti-contagio», dicono quasi tutti.

#POIVORREI

Ormai da più di un anno, su Instagram l'hashtag giusto è #poivorrei: l'obiettivo è raccontare cosa ci manca e, una volta superata l'emergenza sanitaria, non dare più per scontato quello che facciamo o vogliamo.

Poi vorrei un concerto.

Poi vorrei bere dalla tua bottiglia.

Poi vorrei andare a una festa di laurea.

Poi vorrei i dolori dopo la palestra.

Normalità, appunto.

Il #poivorrei di Diletta Fantoni, 21 anni, livornese, è «andare al ristorante giapponese»: lunedì la accompagnerà il fidanzato, Mattia Mazzantini, stessa età e meno voglia di sushi, che nel frattempo ha già organizzato una calcettata con gli amici per smaltire uramaki e sashimi.

«Lunedì andrò sulla spiaggia di Tirrenia con il mio cane, un golden retriever - racconta Giulia Fruzzetti, 35 anni, psicoterapeuta - non ci vado da oltre un anno, mi manca il mare e mi manca uscire come una volta. Spero anche di organizzare un pranzo fuori Livorno con qualche amica. Lo so, sono piccole cose, ma almeno è una parvenza di normalità dopo un periodo durissimo per tutti».

E sono piccole cose anche quelle di cui parla Vanessa Ughi, 29 anni: «Intanto un caffè al bar con la mia amica del cuore che non vedo da più di un mese. E poi inizierò a programmare le ferie: mi piacerebbe restare in Italia, Sardegna o Puglia. Nell'ultimo anno mi è mancato soprattutto il rapporto con gli amici, un po' di svago dopo il lavoro».

NONNI E NIPOTI

È chiaro che per tanti, visto quanto passato nell'ultimo periodo, il primo pensiero sia per i figli e soprattutto i nipoti. «Lunedì mattina - dice Elisabetta Giannessi, 62 anni, infermiera del centro medico Inlab - andrò al lavoro come sempre, ma a fine turno non mi fermerà nessuno. Subito in auto e subito a Collesalvetti, dove abita mia figlia con il bimbo di 6 anni. Basta videochiamate, voglio rivederli».

Anche Silvio Cuoco ha nipoti a Collesalvetti, due gemelli di 6 mesi che non vede da settimane e che lunedì andrà sicuramente a trovare. «Non vedo l'ora - racconta Cuoco - lunedì mattina passerò anche da Vicarello e Guasticce per riprendere la mia passione. Sono un ricercatore di coleotteri, ho una collezione di 33mila esemplari del territorio e collaboro con il museo di storia naturale del Mediterraneo».

Piero Venturini è invece un pittore molto conosciuto in città: attualmente alcuni suoi quadri, «tra il surreale e il fantasioso», sono esposti al bar La Terrazza Mascagni. Lunedì andrà a salutare il figlio chef a Terricciola, dove abita da tempo, ma per i prossimi mesi ha un desiderio: «Rivedere il Premio Rotonda ad Ardenza dopo lo stop dello scorso anno. Io partecipo con le mie opere da quattordici anni, ormai è una tradizione. Spero che con la zona gialla la categoria dei ristoratori, la più colpita dalle conseguenze della pandemia, riesca a ripartire. Io da pittore ho sempre lavorato, peccato solo per una mostra saltata a Firenze».

I DUBBI SUL GIALLo

Toscana in zona gialla significherà non solo pranzi e cene all'aperto nei ristoranti, non solo attività sportiva di squadra e di contatto, ma anche cinema, musei e teatri aperti con alcune limitazioni. Insomma, un'altra vita rispetto agli ultimi mesi.

Ma è giusto essere prudenti e Francesco Marani, 73 anni, ragioniere in pensione, lo sa bene: «Questo maledetto virus si è portato via amici e parenti. Un dramma. Per me da lunedì non cambierà nulla, continuerò a fare le stesse cose delle ultime settimane. Una girata in Terrazza, qualche conoscente a distanza, niente cene né ritrovi. Si parla sempre di zona gialla, arancione, rossa: non mi interessa, mi interessa solo fare il vaccino».

Ed è d'accordo anche il 65enne Luigi Cozzolino, carabiniere in pensione, che parla di «rischio non calcolato bene» e di «timore per i prossimi mesi».

«Il Covid - aggiunge Cozzolino - c'è ancora e fa ancora paura. I numeri del contagio sono chiari, inutile girarci intorno. Con queste aperture c'è il rischio di buttare via l'estate, ma ormai la gente è esasperata e non rispetta più le regole».

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di Redazione web