Gioco
Falce, martello e tinta. A Livorno è scoppiata la guerra per la conquista della fioriera rossa
Il simbolo del Partito comunista era comparso su alcune fioriere rosse del centro nel giorno del centenario del Pci. Il consigliere di Fdl: "Mettiamo il Tricolore". Coperte nelle notte sono ricomparse
LIVORNO. A Livorno è scoppiata una guerra politico ideologica a colpi di falce, martello e tinta. Al centro della battaglia, la conquista (e la liberazione) – a seconda del punto di vista – di una serie di fioriere rosse sistemate in via Ricasoli, strada centralissima a pochi passi dal teatro Goldoni, da dove nel 1921, Antonio Gramsci alzò i tacchi abbandonando il congresso socialista per fondare il Partito comunista italiano nel vicino teatro San Marco.
Tutto è cominciato proprio la mattina del 21 gennaio scorso, giorno del centenario della fondazione del Pci, quando tra bandiere rosse, nostalgia e rievocazioni, passeggiando in centro, molti si accorsero della comparsa della falce e martello sugli arredi urbani che delimitano la zona pedonale. Tra l’altro di colore giallo su una tonalità di rosso che già quando furono inaugurate sollevò qualche perplessità. Perché «di rosso in questa città abbiamo già troppo», diceva qualche anticomunista.
Per tre mesi i vasi con le scritte sono rimasti al loro posto con quel simbolo, folklore per alcuni, memoria per altri, fede per diversi. Fino all’altro giorno quando l’ex candidato sindaco del centrodestra Andrea Romiti – oggi consigliere comunale – si è presentato davanti a una delle fioriere sponsorizzate Pci con una bandiera tricolore in mano. «Basta, sono tre mesi che in questa città, all’ingresso della via principale dello shopping c’è questo graffito della falce e martello, simbolo che rappresenta morte e sofferenza per tantissimi popoli europei che hanno dovuto subire la dittatura comunista. L’amministrazione fa finta di non vederli, li copriremo con il tricolore. E abbiamo già chiesto a sindaco e giunta di toglierli perché è un’offesa alla nostra democrazia».
Qualche effetto il video di Romiti deve averlo avuto, perché poche ore dopo la pubblicazione, falce e martello sono state coperte da due dita di tinta rossa. Ma si sa che a ogni reazione corrisponde una reazione uguale e contraria. Così il simbolo del Pci è ricomparso in mattinata. Del nuovo disegno c’è anche un video, dove si vedono una decina di persone che camminano per via Ricasoli, in mano una bomboletta gialla e la matrice per eseguire lo stencil. Ovviamente canticchiando: «Fioriera rossa la trionferà».-
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