Baracchine a Garibaldi, consegnate le chiavi: è l’ultima chiamata per rianimare una piazza difficile
Il Comune di Livorno le voleva abbattere, poi ha scelto di assegnarle a cinque associazioni con attività sociali
LIVORNO. “Effetto Pop 2.0”, l'attività di animazione sociale, prende ufficialmente il via (con qualche mese di ritardo) con la consegna delle chiavi di cinque baracchine di piazza Garibaldi ad altrettante associazioni che operano nel terzo settore. Un piano di rigenerazione e riqualificazione del quartiere (attraverso iniziative che coinvolgono la cittadinanza), finanziato dalla Regione e attivato dal comune di Livorno. Il “taglio del nastro”, o sarebbe meglio dire “dei 5 nastri” è avvenuto alla presenza del sindaco Luca Salvetti, dell’assessore Andrea Raspanti, del questore Roberto Masucci, e di numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine.
«È un momento che aspettiamo da tempo - dice Salvetti -, che, causa pandemia, abbiamo dovuto giocoforza rimandare. Viste le parecchie difficoltà di ordine pubblico, di gestione della vita del quartiere, che la piazza dimostrava, all’amministrazione comunale erano state chieste alcune cose; e tra queste c’era anche il riconsiderare una gestione diversa delle baracchine. Strutture che per anni hanno rappresentato qualcosa di bello e significativo. Ma una volta abbandonate hanno creato problematiche ai residenti».
Salvetti evidenzia come l’idea iniziale era quella di toglierle «ma alla fine abbiamo deciso di riassegnarle ad associazioni che potessero presentare attività utili a rianimarle, tenere la piazza viva accesa e con tante persone presenti». Un passo ulteriore in avanti «dopo l’illuminazione che abbiamo cambiato, e la cura degli alberi che sono stati sistemati. A questo si affianca il lavoro giornaliero e puntuale da parte di chi garantisce la pubblica sicurezza. Solo mettendo insieme le due cose possiamo ottenere risultati e superare la fase critica».
Raspanti spiega la genesi del progetto. «Il percorso è iniziato l’estate scorsa quando abbiamo concordato sei mesi di sperimentazione; periodo reso possibile grazie ad un finanziamento regionale sui progetti per la sicurezza integrata». Quindi una manifestazione di interesse per co-progettazione «alla quale hanno aderito numerose associazioni. La commissione ha valutato le proposte più adeguate alle finalità dell’avviso». Tutto era pronto per partire lo scorso ottobre, poi la pandemia ci ha messo lo zampino.
«È stato un tempo di attesa lungo, ma la partenza odierna è giusta ed opportuna; un po’ per il meteo che va migliorando, un po’ perché pare stiamo cautamente andando verso un allentamento delle misure generali». Raspanti sottolinea come l’intenzione sia quella di sfruttare i sei mesi per «dare alla piazza un nuovo significato, e avere punto di osservazione importante in chiave futura attraverso l’occhio esperto delle varie associazioni».
Ecco i sodalizi prescelti e ciò che realizzeranno: l’associazione P24 Mila Livorno, uno sportello informativo su condotte a rischio, informazioni su sostanze psicoattive e malattie sessualmente trasmissibili. La cooperativa sociale Cesdi Livorno, uno sportello di ascolto informazione e orientamento ai servizi del territorio sanitari, educativi, sociali, lavorativi e abitativi. L’associazione il Sestante Solidarietà Livorno, attività laboratoriali e di animazione ludico creative rivolte ai giovani, e ai soggetti a rischio di esclusione sociale. L’associazione SVS Pubblica Assistenza Livorno, in partneriato con Misericordia Livorno, Misericordia di Montenero e Croce Rossa di Livorno, un punto informativo sui servizi territoriali; formazione su primo soccorso tramite iniziative di prevenzione ed informazione alle pratiche sanitarie di base; spazio informativo su emergenza Covid 19. Infine l’associazione Diecidicembre-Arci Ragazzi Livorno, coinvolgerà i residenti nella riprogettazione dell’area attraverso attività ludiche praticate all’aperto, con valenza educativa, formativa ed etica, tra le quali troveranno spazio attività di educazione ai diritti di genere e alle emozioni. —
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