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Il cinema scende in campo per il sogno spezzato di Luca

Cristiana Grasso
Il cinema scende in campo per il sogno spezzato di Luca

A due mesi dalla scomparsa dell’attrezzista Bertoncini, l’amico fraterno e collega Cecconi ha lanciato un appello per aprire un ristorante in Costarica

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Cristiana Grasso

LIVORNO. Una favola lieta in una favola triste, la vita che vuole la rivincita su un lutto che ha sconvolto il mondo del cinema, livornese e non solo e un mondo di amici perché lui era una persona speciale. La scena finale di questo film è un ristorante, forse anche un resort, chissà, dipende da come procederà la campagna raccolta fondi.

Il protagonista principale purtroppo non c’è più, Luca Bertoncini, stroncato da un infarto durante la notte a 59 anni, due mesi fa. Luca era un attrezzista, uno di quelli che sul set non stanno mai fermi e anche se appaiono solo nei titoli di coda sono fondamentali nella confezione di un film. Con il suo amico fraterno Vladi Cecconi («ci chiamavano Sandra e Raimondo, eravamo sempre insieme»), anche lui attrezzista, uno dei più quotati in Italia e non solo, ha lavorato per tanti registi italiani ma sono stati soprattutto Paolo e Carlo Virzì, Francesco Bruni, a non riuscire a farsi una ragione della sua morte dell’amico livornese come loro, innamorato del cinema come loro. «Perché era una persona speciale» lo ricorda Vladi che tra i tanti set condivisi tra labronici talenti ricorda “Il capitale umano”, “Ovosodo”, “La prima cosa bella”, “Tutti i santi giorni”, “Scialla”.«Tutti gli volevano bene e lo chiamavano “l’ameriggà” per la sua passione per i film di Alberto Sordi».

Ora, a due mesi da quella tragica notte, ecco che il suo amico Vladi ha lanciato un’idea, subito colta al volo da Bruni che l’ha rilanciata sulla sua pagina Facebook così come poi hanno fatto altri attori e registi, altri amici. L’idea è quella di realizzare il sogno che Luca Bertoncini raccontava a tutti e che forse stava per realizzare. Quando sua figlia Agata avesse compiuto 18 anni (e li ha compiuti in questi giorni) avrebbe investito un po’ di soldi per aprire un ristorante in Costarica insieme al suo amico Nicola Lazzeri, che laggiù si è trasferito da tempo. Così il messaggio lanciato con un semplice sms da Vladi («io non sono tecnologico») e inviato a un po’ di amici è diventato virale. «Luca aveva deciso che appena sua figlia Agata avesse compiuto 18 anni sarebbe andato a raggiungere il suo amico Nicola Lazzeri in Costarica (dove vive da più di 20 anni e fa il ristoratore) per aprire qualcosina al caldo “e poi magari Agata mi raggiunge" diceva lui, quindi ho pensato di provare a portare avanti il progetto per Agata» scrive Vald nel suo messaggio. L’iniziativa è piaciuta e sta riscuotendo successo, anche la mamma di Luca («la Bundesbank – come la chiamava lui» scherza Vladi) che sarebbe stata il principale finanziatore del figlio e ora è devastata dalla sua scomparsa, è d’accordo nell'andare avanti. «Tanti amici (perchè ne aveva veramente tanti) hanno iniziato a contribuire, ognuno come può, e visto che Luca ha lasciato il segno anche nel mondo del cinema ho pensato che nessuno meglio di te potesse aiutarci a spargere la voce».

In concreto, spiega Luca, si tratterebbe di riuscire ad aprire una sorta di piccolo resort, bungalow e ristorantino, gestito da Nicola (con Agata come socia), «poi in base all'entità di quello che riusciremo a raccogliere organizzeremo la forma societaria, in Costarica».

Insomma dsa Livorno al mondo, e la nostra città è davvero la culla di questo progetto che fa capo anche a Marina Pratellesi, cugina di Checco Zalone, che gestiva il Madame Bovary in piazza Garibaldi.

E Agata cosa ne pensa? «Agata è ancora frastrornata, per le è stato un dolore infinito – spiega Valdi – ma l’idea le piace. Naturalmente piace a tutti noi e se riuscissimo ad aprire un piccolo resort un bungalow lo riserveremmo ai tanti amici di Luca, una specie di punto di incontro dall’altra parte del mondo». Là dove Luca, che era stanco del cinema ma anche dei lavoretti che stava facendo come imbianchino, si era davvero decisio ad andare. Una decisione presa, un sogno quasi realizzato e poi il buio che si è preso tutto. Ma forse non quel risotrante e quei bungalow in Costarica. —

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di Redazione web