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Livorno

 

Mimmo Vitale e la droga finita nel mare alla Terrazza

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LIVORNO. Uno degli arrestati nell’operazione anti-‘ndrangheta è Domenico Vitale, descritto dai carabinieri del Ros come una sorta di curatore generale degli interessi dei clan fra appalti e droga che arrivava al porto di Livorno. 51 anni, nato a Catanzaro,dopo aver scontato 22 anni di carcere a Volterra per omicidio plurimo di stampo ‘ndranghetista commesso il 4 agosto 1991 a Guardavalle, in Calabria (ammazzò i fratelli Emmanuele e un loro cognato). Uscito dal carcere, Domenico Vitale ha vissuto per un periodo a Saline, per poi trasferirsi con la famiglia a Selvatelle. Ed è lì che i carabinieri sono andati ad arrestarlo.

Vitale è l’elemento di collegamento con l’altro filone dell’indagine: la cocaina in arrivo dalla Colombia. Per il recupero di un carico partito dal Sudamerica verso Livorno, a Vitale viene fatto il nome di Robertino Dessì, pastore sardo residente a Crespina Lorenzana. Dessì farà da collegamento con Maria Giuseppina Nieddu, che ha a La Spezia la barca a vela a La Spezia scelta per recuperare in mare la coca che un marinaio avrebbe stato lanciato fuori bordo dal cargo in arrivo dalla Spagna. Operazione che fallì il 2 maggio 2017 e che portò i carabinieri sulle tracce del gruppo.

Secondo gli investigatori gli affari tra Vitale e Dessì non s’interromperebbero dopo quell’insuccesso. I militari un paio di anni dopo scoprono uno smercio di cocaina tra la provincia di Pisa e quella di Livorno. Secondo la gip Sara Farini però non ci sarebbero elementi per provare il coinvolgimento di Vitale. Il committente sarebbe invece Andrea Serra, sardo, e conoscenza di Vitale. —

L.R.D. e F.T.

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