Gioco
L’aereo recuperato nel bosco dopo 38 anni sarà un'installazione: «Pronta in estate, ecco il progetto»
La giunta di Colle sposa la proposta di trasformare il relitto del piper in una attrazione turistica: «Sarà messo a Parrana San Martino in un luogo pubblico»
COLLESALVETTI. Dal dimenticatoio al progetto pubblico. Da un letargo lungo quasi 40 anni ad un risveglio della memoria e dell’ambiente. Da una semplice passeggiata domenicale con una foto lanciata sui social, ad una storia riportata alla luce che ha fatto il giro del mondo (senza esagerare visto che è arrivata nel Maryland, Stati Uniti). Oggi quel piper a sei posti precipitato nei boschi di Parrana San Martino nel 1983, conficcato nella natura e abbandonato, diventerà una installazione. Un luogo della memoria che sarà piazzato in un luogo pubblico del paese, proprio perché questa vicenda è legata al paese colligiano.
«La giunta sposa questo progetto: in estate tutto sarà pronto», esordisce con entusiasmo Dario Fattorini, giovane assessore che anche nei giorni scorsi ha fatto sopralluoghi sui terreni di proprietà dell’azienda agricola I Lecci della famiglia Benedetti dove il velivolo precipitò 38 anni fa, con il pilota, Ennio Staffini imprenditore che vive ad Annapolis, nel Maryland, che ne uscì illeso. «Tutta questa storia è frutto di una fortunata combinazione di eventi: con il Tirreno che ha riportato alla luce la storia, con l’associazione Acchiapparifiuti scesa in campo per recuperare il relitto, con la proprietà che ha autorizzato le operazioni e con il Comune che porterà avanti il progetto dell’installazione», continua Fattorini.
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È appena uscito dalla giunta in cui tutti sposano il progetto. Prima di arrivare al recupero della carcassa, c’è stata una operazione fitta di coinvolgimento delle varie realtà del territorio. «Tutte le varie realtà tra cui il consiglio di frazione delle Colline e il mondo dell’associazionismo locale sono d’accordo: adesso stiamo decidendo dove sarà installato il relitto, in quale punto di Parrana San Martino». Il Comune omaggerà la frazione di questa installazione della memoria. Con tanto di pannelli che ne racconteranno la storia. Un pezzo di storia locale che non può tornare nel dimenticatoio.
È stato uno straordinario lavoro di squadra. Quello del 14 aprile 2021, quando tutta una serie di volontari dell’associazione Acchiapparifiuti con il suo patron Sergio Giovannini sono scesi in campo, sulla collina dove precipitò il relitto, per le operazioni di recupero. Con loro, grazie ai cosiddetti “amici degli amici”, anche il colonnello Filippo Greco, ex comandante del gruppo elicotteristi dell’esercito di Pisa e l’ingegnere informatico Marco Paterni.
Ognuno, per competenze, si è messo a disposizione. Con il risultato, arrivato alle 12, dopo tre ore di manovre, fatica immane e tentativi, quando si è arrivati a spostare il piper dalla scarpata in cui era precipitato fino alla superficie piana della collina. Per essere successivamente imbracato e depositato nel capannone là vicino, sempre della famiglia Benedetti. L’ala attaccata alla fusoliera sarà tagliata con la mola. Nei prossimi giorni le operazioni di imbracatura e trasporto nel capannone con il trattore saranno ultimate.
A quel punto sempre i volontari di Acchiapparifiuti precederanno alla sistemazione della carcassa, alla sua pulizia dai detriti, dalla terra. Nel capannone le varie parti del piper verranno riassemblate con l’obiettivo di diventare un’installazione pubblica. Visitabile. «Ci sono due aspetti da sottolineare - riprende Dario Fattorini - da una parte l’urgenza di toglierlo da quel posto perché da quando se ne è tornato a parlare era diventato meta di un grande via vai di gente e si rischiavano danni all’area archeologica là vicino». Dopo il primo aspetto si passa al secondo. «Grazie ai volontari dell’associazione potremo realizzare il progetto di far diventare quel relitto un’installazione, un’opera artistica con tutta una storia da raccontare». —
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