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Vaccina la moglie nel carcere di Livorno, il garante toscano dei detenuti: «Malcostume, ha rilevanza penale»

Juna Goti
Vaccina la moglie nel carcere di Livorno, il garante toscano dei detenuti: «Malcostume, ha rilevanza penale»

Giuseppe Fanfani,due volte sindaco di Arezzo e nipote di Amintore, dopo avere letto della vicenda trapelata dalle Sughere ha subito chiesto che «sia fatta luce»

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LIVORNO. Parla di «malcostume grave» e chiede anche di valutare la «rilevanza penale» di quanto accaduto. Quella del garante regionale dei diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani, è una delle reazioni più dure. Fanfani non è esattamente un signor nessuno, né nel mondo della politica né in quello delle istituzioni e del diritto. Avvocato, già deputato e componente laico del Consiglio superiore della magistratura, due volte sindaco di Arezzo e nipote di Amintore, dopo avere letto della vicenda trapelata dalle Sughere ha subito chiesto che «sia fatta luce». In una nota ha annunciato «la richiesta di chiarimenti sia al Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per la Toscana, sia alla direzione generale del servizio sanitario della Regione». Lo ha fatto sottolineando di «aver titolo a una precisa conoscenza», anche per verificare se la dose del vaccino in questione sia «stata sottratta a quelle destinate ai detenuti», verso i quali ha «un dovere giuridico di tutela». Se confermato, scrive il garante regionale, il fatto «sarebbe un atto di malcostume di rilevante gravità sotto il profilo etico», ma avrebbe anche una «rilevanza penalistica in relazione alla quale si attende la valutazione della magistratura competente».

Mercoledì 14 aprile intanto il garante livornese dei detenuti, Marco Solimano, è stato in carcere per verificare la situazione: Solimano ha anche inviato una nota alla direzione generale della Asl per chiedere una «verifica puntuale e trasparente di quanto emerso» e che «l'esito dell'indagine sia tempestivamente comunicato anche all'ufficio del garante comunale perché possa, sulla base di un dato certo, elaborare una propria riflessione».

Tutto mentre il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti porta il caso all’attenzione di Firenze: «Spero e chiedo che venga fatta velocemente piena chiarezza sulla vicenda raccontata dal Tirreno. Ho appreso, sempre dalla lettura del quotidiano, come l'Asl stia già svolgendo accertamenti specifici che permetteranno, ne sono certo, di far comprendere tutti gli aspetti di questo episodio. In queste ore, inoltre, ho parlato con Beppe Fanfani, di cui condivido sia le dichiarazioni che le iniziative intraprese. Al tempo stesso mi sono sentito con Solimano, perché nei prossimi giorni intendo fare visita alle Sughere». «Lo farò – conclude – non solo alla luce dell’episodio, ma anche per approfondire le questioni legate sia alla campagna vaccinale che ai temi connessi alla sanità carceraria. Mi piacerebbe, al di là di quello che emergerà sulla vicenda per la quale tutti noi chiediamo chiarezza, che si possa utilizzare questa grande e legittima attenzione anche per evidenziare i punti di forza ma anche le difficoltà del personale che ogni giorno svolge un lavoro tanto delicato quanto importante». —

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di Redazione web