Il Tirreno

Livorno

La Capitaneria ferma nave Msc: è insicura

Mauro Zucchelli
La Capitaneria ferma nave Msc: è insicura

Portacontainer nei guai: avarie non comunicate, carenze nell’anti-incendio e nei mezzi di salvataggio. Giro di vite nei controlli

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Mauro Zucchelli

livorno. Una nave portacontainer è stata sottoposta a fermo da parte degli ispettori del nucleo di Port State Control della Guardia Costiera: non rispettava gli standard di sicurezza previsti dalle normative. Quel che desta clamore è il fatto che stavolta non stiamo parlando di una “carretta del mare” di chissà quale sconosciuto armatore di non si sa dove: al contrario, la nave portacontainer “Msc Dymphna” – ora bloccata al terminal Lorenzini sulla Sponda Est della Darsena Toscana – appartiene alla compagnia ginevrina Msc fondata dall’imprenditore napoletano Gianluigi Aponte.

È uno dei due colossi più importanti al mondo nelle flotte portacontainer (che ha anche un importante settore nelle crociere).Stiamo parlando di uno dei principali operatori presenti nel nostro porto: qui fanno capo varie rotte dei suoi traffici container e delle sue linee di love boat, qui è socio al 50% nel terminal Lorenzini e ha unq auota di minoranza nella Porto 2000 guidata dalla famiglia Onorato.

La “Msc Dymphna” è lunga 274 metri e larga 40, con una capacità di carico di 5.700 teu, e batte bandiera di Panama: ha alle spalle una storia di un quarto di secolo per i mari del mondo, essendo stata costruita nel ’96 nel cantiere coreano di Hyundai Heavy Industries Ltd di Ulsan.

Secondo quando indica il tracking marittimo, la nave proveniva da Valencia (e a Valencia sarebbe tornata presto), dopo aver toccato una serie di porti dell’Africa occidentale, come quello senegalese di Dakar e quello togolese di Lome.

I militari del corpo delle Capitanerie, – viene spiegato – entrati in azione in nome del «più ampio progetto di tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero», sottolineano di aver riscontrato «gravi carenze riguardanti i mezzi collettivi di salvataggio» ma anche «le protezioni antincendio» e il sistema di gestione della qualità (in particolare, non sono state «comunicate all’Autorità marittima le avarie occorse a bordo, così come previsto dalla normativa comunitaria sul monitoraggio e la rapportazione navale»).

Il provvedimento di fermo è stato emanato dopo una «ispezione approfondita da parte dagli ispettori»: la nave Msc è risultata essere al di sotto degli standard previsti dalle «normative internazionali per la sicurezza della navigazione». E ora la “Msc Dymphna” è bloccata «in attesa – si ribadisce – che vengano ripristinati gli standard minimi per poter essere nuovamente autorizzati a navigare».

Dal quartier generale dell’autorità marittima si evidenzia il lavoro degli ispettori del Port State Control della Capitaneria livornese, guidata dal capitano di vascello Gaetano Angora: si rivendica un «particolare impegno» nel «contrastare il fenomeno delle “navi sub-standard” che, in difformità alle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita delle persone che sulle navi vivono e lavorano».

Facendo un bilancio della propria attività recente, viene riferito che il lavoro fatto nel 2020 ha portato a «importanti risultati» che hanno ricevuto il forte apprezzamento da parte del comando generale, quest’anno sono state «dieci le navi ispezionate dal nucleo Port State Control», una delle quali fermata «per gravi irregolarità»

La "Msc Dymphna" è l'ultima nave per la quale è indicato lo stop a livello internazionale nei Paesi raggruppati nel sistema di sorveglianza del Port State Control che con il Memorandum di Parigi copre quasi tutta l'Europa.

A partire dall'inizio dell'anno, sono otto le navi sottoposte a fermo in questa zona del mondo, metà delle quali in porti italiani: oltre alla nave della flotta Msc c'è il cargo russo Sormovskhiy fermato la settimana scorsa nel porto di Oristano e quello battente bandiera lussemburghese C3 Rubicon fermato agli inizi di gennaio a Cagliari. Il quarto è la Sea Watch 3, la nave tedesca di una ong salva-migranti fermata nel porto di Augusta (ma non è escluso che in quest'ultimo caso abbiano contato anche ragioni politiche).. —

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