Il Tirreno

Livorno

I parrucchieri livornesei riaprono (anche se è lunedì) ed esultano con i clienti: «Un servizio essenziale»

Cristiana Grasso
I parrucchieri livornesei riaprono (anche se è lunedì) ed esultano con i clienti: «Un servizio essenziale»

Con il ritorno in zona arancione in molti hanno lavorato e per i prossimi giorni le agende delle prenotazioni sono fitte di appuntamenti 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO.Lo stop questa volta è stato di due settimane ma ai parrucchieri è sembrato molto più lungo, un po’ perché arrivato a sorpresa con l’entrata della Toscana in zona rossa un po’ perché comunque c’era la speranza di essere ritenuti “servizio essenziale” e quindi di poter lavorare, ovviamente rispettando tutte le norme di sicurezza, anche con la regione in fascia “alto rischio”. Per questo molti già ieri, anche se era lunedì, giornata tradizionalmente di chiusura, hanno deciso di aprire e hanno lavorato a pieno ritmo. Merito del tempismo con cui si sono attivati, appena saputo che la Toscana passava appunto da ieri in zona arancione, contattando i clienti attraverso i social, postando la notizia della riapertura, inviando messaggi nelle chat.

«Due settimane certo non sono interminabili rispetto all’altro lockdown che ci ha chiuso molto più a lungo – spiega Alessio Demi di Demi Staff, salone unisex in zona ospedale – ma per noi è comunque un dramma non lavorare. E anche per i clienti che hanno le loro abitudini, che si sono trovati in disordine, capelli ingestibili, ricrescite, per tutti noi questa di poter riaprire è stata una bellissima notizia». Anche da Evos Parrucchieri, a Porta a Mare, si lavora a pieno rirmo. «Appena saputo che già da lunedì potevamo riprendere a lavorare – dice Francesca Ghelardi – abbiamo aggiornato la pagina Facebook e contattato chi sapevamo che era in ansiosa attesa di venire. In queste due settimane avevamo inventato una sorta di “asporto” per il colore, perché soprattutto per le donne la ricrescita è il problema più importante, ora finalmente si lavora in presenza. Ed abbiamo l’agenda piena di appuntamenti».

Taglio, colore, anche piega: il salone Shine e Chic di Christian Catania è pieno, ovviamente sempre sotto la soglia del numero di clienti consentiti, ma l’entusiasmo è nell’aria. «Saputo che si poteva riaprire – - racconta – ho aggiornato Facebook, ho messo il numero di cellulare e avvertito che avremmo aperto anche di lunedì, nel giro di poco tempo avevo rifatto tutta l’agenda. I prossimi lunedì non so se riapriremo, per noi è un festivo e quindi è costoso restare aperti, ma di certo questa volta lo abbiamo fatto con gioia, i clienti erano felici, un clima davvero bello, le persone hanno voglia di uscire, ovviamente in sicurezza, di prendersi cura di se stesse». Emilio Colella , titolare del salone Incanto, dentro il mercato centrale, ha lavorato non stop: «Fin dalla mattina presto, noi abbiamo programmato gli appuntamenti per evitare assembramenti ovviamente, è stato un via vai di persone -– spiega – . Temevamo di non poter riaprire prima del 20, questa è stata una bella notizia dopo la doccia fredda della zona rossa. Insomma poter tornare a lavorare e per i clienti tornare dal parrucchiere è stata una festa».

Daniele Serretti è in negozio, ma sta igienizzando i locali e sistemando il salone, a questa operazione ha dedicato il lunedì, mentre riaprirà oggi. «Certo è stata una bella notizia, siamo contenti di riaprire, i nostri clienti hanno atteso con ansia questo momento. Ma chiudere i parrucchieri secondo me è un errore – dice . – Noi per esempio abbiamo locali molto grandi, rispettando il distanziamento possiamo ospitare parecchi clienti e comunque in generale bisognerebbe lasciar lavorare chi rispetta le regole e fare controlli, multe, quando le regole non si rispettano. Il pericolo non è certo dal parrucchiere, ovviamente quando le regole sono rispettate». —

Cristiana Grasso

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web