Il Tirreno

Livorno

lutto 

Addio al livornese Bonassi Si è spento nella sua Altopascio

Nicola Nucci

L’uomo era conosciutissimo nella provincia lucchese dove si era trasferito La sindaca: «Ci avevo parlato pochi giorni fa in Comune...»

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ALTOPASCIO. Ì ricordi sono tanti, ma tutti sono accomunati dalla simpatia, dalla gioia di vivere e dall’umanità che sapeva trasmettere a chi lo incrociava e si fermava a parlare con lui per le strade di Altopascio, in provincia di Lucca. E per uno scherzo del destino se n’è andato sulla strada dove era facile vederlo camminare oppure con la sua inseparabile bicicletta. Ha suscitato enorme commozione la scomparsa di Ettore Bonassi, 73 anni, originario di Livorno ma che da tempo viveva nella cittadina lucchese dove è deceduto a causa di un malore.

Inutile la corsa dei soccorritori, quando l’ambulanza è arrivata sul posto per l’uomo non c’era più nulla da fare. Tra i ricordi più sentiti ed emozionanti quello della sindaca Sara D’Ambrosio: «Se ne è andato Ettore, una persona buona, un uomo buono. Ettore aveva sempre la battuta pronta, ti guardava con quei suoi occhietti furbi e sapevi che da lì a poco ne avrebbe tirata fuori una delle sue. Mercoledì l’ho visto per l’ultima volta. Era in Comune, come tutte le settimane, per far due chiacchiere, per passare di lì. Ci siamo incrociati in corridoio e se ne è uscito dal nulla con “Sara, la vedo imbellita. Fare il sindaco le ha fatto bene”. Con quel sorriso che era tutto un programma, con quell’espressione che gli si formava sul volto quando scherzava. Molti, tantissimi sono gli aneddoti che ognuno di noi potrebbe raccontare per i momenti passati con Ettore. C’è anche chi gli ha voluto male, facendogli tanto male a volte, ma lui si è sempre rialzato andando avanti per la sua strada. Molte, ma molte di più, le persone che gli volevano bene, che lo tenevano d’occhio anche se a distanza, che gli facevano sentire la propria presenza e la propria vicinanza. Noi per primi, a confrontarsi con le sue scelte, non sempre comprensibili, non facili da accettare. Ma Ettore era libero. Libero di vivere alla giornata, libero di scegliere, libero di ascoltarti mentre cercavi di convincerlo e poi riprendere la sua strada. Se n’è andato, in un volo, per un malore improvviso. Come mi ha detto una persona se n’è andato così come ha vissuto: senza scomodare nessuno». –

Nicola Nucci

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