Toscana
Pergamena a Valli e Mattei i due ormeggiatori che salvarono il mozzo
Le motivazioni: «Soccorsero Bertrand con la nave avvolta dalle fiamme»
LIVORNO. Stamani alle ore 9,30 nella sala cerimonie del Comune di Livorno, il sindaco Luca Salvetti consegnerà una pergamena ai due ormeggiatori del porto che il 10 aprile 1991 salvarono il mozzo Alessio Bertrand, unico superstite della tragedia del Moby Prince. Mauro Valli e Valter Mattei riceveranno ognuno una pergamena con la seguente motivazione: «L'Amministrazione comunale di Livorno esprime il più sentito ringraziamento a Valter Mattei e Mauro Vallei, ormeggiatore del porto di Livorno che, nella tragica notte del 10 aprile 1991, a bordo di una piccola imbarcazione decise prontamente, di prestare soccorso alla nave in fiamme riuscendo a salvare Alessio Bertrand unico superstite della strage del Moby Prince».
Mauro Valli, già all’poca, aveva raccontato lo scenario terribile che gli si era spalancato. E lo stesso il collega Mattei. Valli, in particolare, di fronte ai senatori della commissione d’inchiesta aveva ribvadito sicuro: «Vi posso dire, come ho sempre detto, che dubbi non ne ho: era nebbia e la nebbia è una brutta bestia». Ed ancora: «La nave è entrata in un banco di nebbia. Come succede quando guidiamo l’auto, se si entra in un banco di nebbia, si leva il piede dall’acceleratore ma si resta nel banco di nebbia. Su una nave non si può togliere il piede dall’acceleratore: se la nave procede a una velocità di 20 miglia ed entra in un banco di nebbia, anche se si riduce la velocità, non si può fare nulla. ».
Nell’aprile del 2016 al collega Mauro Zucchelli raccontarono: «Come abbiamo fatto a scoprire noi che a finire contro la petroliera non era stata una bettolina bensì il Moby Prince? Abbiamo dato retta all'istinto: eravamo sotto l'Agip Abruzzo offrendo aiuto ai marittimi nel caso volessero abbandonarla, abbiamo sentito che i soccorritori stavano dando l'allarme perché qualcuno aveva notato avvicinarsi una nave che si muoveva come se nessuno la guidasse, era senza più governo in mezzo a quel caos. E' stato un flash, abbiamo capito che doveva avere qualcosa a che fare con qualcosa di strano che avevamo scorto poco prima: come un inverosimile baluginare di fiamme dietro una sagoma scura. E ci siamo buttati da quella parte».
E ancora:«Si vedevano benissimo le navi in rada verso ovest, si vedeva bene la città e tutto il resto. Eccetto nel bel mezzo un piccolo banco di nebbia assai localizzato che poi se lo ritroveranno verso il porto» Che si trattava del Moby Prince ce l'ha detto il mozzo Alessio Bertrand, l'unico che ce l'ha fatta», raccontarono Villi e Valli che a distanza di un quarto di secolo sfogliano l'album di quel giorno. «Quel traghetto l'avevamo ormeggiato in passato più di cento volte, eppure era talmente devastato dalla collisione e dal rogo che non l'abbiamo neanche riconosciuto». Bertrand lo trovano aggrappato all'esterno della poppa del Moby. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
