Sicurezza
«Imprese distrutte» Ecco il nostro piano
I vertici di Confesercenti hanno incontrato prefetto e sindaco consegnando a entrambi una petizione per il ripartire
livorno. «Portiamo le imprese fuori dalla pandemia». Nel giorno della manifestazione nazionale una rappresentanza della Confesercenti stata ricevuta dal prefetto di Livorno Paolo D’Attilio. Un incontro chiesto il giorno precedente e accettato dal rappresentante del governo. Un segnale di attenzione verso un mondo, quello del commercio, messo in ginocchio da tredici mesi di limitazioni e aperture a singhiozzio. «Abbiamo consegnato al prefetto la nostra documentazione e le richieste che, contemporaneamente, abbiamo fatto come Confesercenti a livello nazionale – spiega il direttore provinciale Alessandro Ciapini – nella piena consapevolezza, confermata dal prefetto stesso, che i nodi legati alle estreme difficoltà delle imprese chiuse stanno dentro ai decreti del governo, il dottor D’Attilio ha comunque ascoltato e condiviso le forti preoccupazioni delle imprese per i limiti imposti dalle disposizioni di chiusura, che creano disparità tra tipologie di attività economiche e mettono a repentaglio la loro stessa sopravvivenza».
Per le imprese chiedono un contributo una tantum automatico, un sostegno reale e trasversale per la ripresa e la continuità prospettica aziendale. Per la fiscalità: reintroduzione del “Tax credit locazioni”, vantaggi per imprese e lavoratori autonomi di minori dimensioni, ampliamento della disciplina “Super bonus 110%” e semplificazione nella “circolazione dei crediti fiscali”. E poi interventi sul credito maggiore permissività in zona gialla e arancione per bar, ristoranti e negozi in generale.
«Abbiamo avuto dal prefetto la netta sensazione di consapevolezza delle nostre difficoltà – chiosa la presidente provinciale Maristella Calgaro – fermo restando che ha il duro compito di ottemperare alle disposizioni nazionali, è comunque un segnale importante il sapere che egli è a piena conoscenza del clima di grande tensione diffuso tra le centinaia di imprese allo stremo per colpa di oltre 395 giorni di emergenza sanitaria». Sulla medesima linea l’incontro col sindaco Luca Salvetti, consapevole della situazione che troppe imprese stanno vivendo in città e di come la disomogeneità dell’interpretazione di alcuni punti dei decreti non faccia che alimentare la rabbia in alcune categorie. Anche lui ha rilevato che il quadro entro il quale si muove è quello delle norme nazionali e in questo senso ha plaudito all’iniziativa che Confesercenti ha organizzato appunto portando la propria petizione al governo. «Come Comune cerchiamo di guardare avanti – ripete Salvetti – vogliamo credere che nei mesi a venire la situazione epidemiologica ci metterà nelle condizioni di tornare a organizzare, nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza, eventi di varia tipologia e questo è quello di cui avranno bisogno le nostre attività di somministrazione e i nostri negozi: iniziative che attirino a Livorno persone così da portare clienti per recuperare, per quanto possibile, le perdite drammatiche in questo lunghissimo anno di sacrifici e chiusure». —
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