Gioco
Una montagna di soldi e vestiti firmati «È il nascondiglio della merce rubata»
Denunciata una donna di 43 anni: aveva 70 mila euro in casa. L’indagine partita da un colpo in un negozio del centro
Stefano Taglione
livorno. È partito tutto da un furto messo a segno a Livorno. Al “Mercante dello stock”, un negozio di via della Venezia, dal quale per la Domenica delle palme avrebbe rubato un capo di abbigliamento firmato Elisabetta Franchi, una Polo Ralph Lauren, oltre a due magliette della Stone Island e di Philipp Plein. Uscendo, dopo aver nascosto tutto sotto la gonna, «con 6.000-7.000 euro di vestiti», racconta la moglie del titolare dell’outlet, la commerciante Cristina Casucci.
È da questo colpo che – grazie alla denuncia degli imprenditori e alle immagini delle telecamere – sono partite le indagini. Ma i carabinieri non potevano immaginare che a casa della donna, a Prato, avrebbero trovato 72.050 euro in contanti, 260 capi di abbigliamento e oggetti griffati dal valore di 50.000 euro (dei quali si sta cercando di capire la provenienza) e quattro televisori dal valore complessivo di quattromila. I militari del Nucleo operativo e radiomobile – dopo la perquisizione nella sua abitazione e il sequestro di tutta quella merce – hanno denunciato per furto e ricettazione una donna di 43 anni di Prato.
La querela del titolare dell’outlet di abbigliamento, lo scorso 30 marzo, ha quindi dato il via a un’inchiesta di ben più ampio raggio. Il colpo era avvenuto due giorni prima. Così il primo aprile i carabinieri hanno acquisito i video dei sistemi di videosorveglianza interna del negozio e hanno individuato una coppia, una donna e un ragazzo. Durante la prova di alcuni vestiti, infatti, lei se ne è appropriata nascondendoli sotto la gonna, mentre lui ha fatto da palo. «La donna e il ragazzo hanno fotografato, col proprio cellulare, la merce da rubare – spiegano i carabinieri – come se volessero proporre ad altre persone la merce in vendita», quella che avrebbero rubato. I successivi accertamenti, tramite altre telecamere, hanno consentito di identificare gli autori dei furti, mentre i vestiti sono stati nascosti nel cofano. «Dai video – spiega Casucci – se notava appunto questo particolare, l’invio continuo di messaggi con le foto dei capi di abbigliamento. Li stavano mostrando a qualcuno prima di rubarli. Il ragazzo, fra l’altro, era molto giovane, avrà avuto al massimo una ventina d’anni». Casucci ringrazia i carabinieri di Livorno «per il grande lavoro svolto». «Spero che la magistratura ora faccia altrettanto», conclude l’imprenditrice livornese. —
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