Gioco
Colpendo piccole e medie attività si lasciano in eredità città svuotate
La numero uno dell’associazione: «Gli imprenditori pagano un prezzo troppo alto, ma siamo ancora disponibili a trovare soluzioni»
Confcommercio
Questa nostra lettera non vuol essere un documento di accusa, né ai nostri concittadini né alle istituzioni locali. I primi sono nostri clienti, amici e familiari, i secondi sono i nostri interlocutori. Quello che vogliamo è condividere la tristezza quasi rassegnata di chi si sente trattato ingiustamente. Da oltre 370 giorni gli imprenditori stanno vivendo, con responsabilità e senso di sacrificio, chiusure e restrizioni che spesso ci sono sembrate poco ponderate o esagerate, e che sempre hanno minato l'esistenza delle aziende (non di tutte), dei loro investimenti in tempo e denaro, delle loro famiglie, dei loro occupati. Chiudere le attività, attendere i vaccini. Attendere i vaccini, chiudere le attività. Il refrain dura da mesi, mentre i debiti lievitano, le spese non si sgonfiano, i ristori non bastano.
Intanto le persone sono arrivate al culmine della sopportazione e cercano, non legittimamente ma comprensibilmente, di aggirare le regole. Le palestre restano chiuse ma i parchi e il lungomare sono affollati di persone di tutte le età che corrono, parlano senza mascherina, bevono. I ristoratori si spaccano la schiena per fare asporto o consegne a domicilio per pochi spiccioli, ma gruppi di parenti e amici si incontrano per cene in casa e picnic.
Irreggimentare l'intera Italia sembra impossibile in questa seconda primavera color rosso. È invece possibile colpire i facili bersagli di controlli, sanzioni e imposizioni: i piccoli imprenditori. Ma un Paese che colpisce queste piccole e medie attività non comprende ancora che esse sono la linfa vitale e sana delle nostra città. Non vede che ai sindaci verranno lasciate in eredità città svuotate di vita e luci, fonte di occupazione, benessere sociale e socialità. Tutti si preoccupano, giustamente, di come saranno condizionati i nostri figli da questa esperienza drammatica, ma nessuno si chiede che tipo di città, quartieri e opportunità lasceremo loro? I piccoli imprenditori stanno pagando un prezzo troppo alto. Eppure siamo ancora disponibili a trovare soluzioni condivise con enti locali, governo, comunità scientifica, che ci permettano di tornare a lavorare con protocolli e regole specifici, come le industrie pesanti, per aprire senza rischi. —
Francesca Marcucci
(presidente Confcommercio)
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