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Darsena Europa, Azione striglia il ministero
livorno. Le prospettive del porto di Livorno con la Darsena Europa e la presenza di un dato anomalo delle cozze come bioindicatori di inquinamento sono finiti al centro di una interrogazione di Azione, la formazione di Antonio Calenda, per iniziativa del senatore Matteo Richetti in collaborazione con la segreteria di Livorno in Azione (Massimo Vitrani e Maurizio Bettini).
Obiettivo dell’iniziativa politica è sapere se: 1) la valutazione dell’analisi del campionamento «terrà conto dei dati in maniera pedissequa» oppure se si guarderà anche all’«importanza strategica dell’opera»; 2) qualora il dato dell’inquinamento sia confermato «solo in una ristretta area», si potrà «procedere con celerità alla de-perimetrazione parziale del “Sin” lasciando alle procedure più rigorose solo lo spot in cui il dato dell’inquinamento sia sensibile».
Nell’interrogazione si ricorda che «la zona in esame non è attualmente interessata da traffico marittimo», dunque «risulta verosimile» che l’eventuale fonte di inquinamento sia «esterna alle attività portuali, ipotesi peraltro avvalorata dalla circostanza che un campione inquinato è stato rinvenuto anche al di fuori del perimetro del “Sin”». A ciò si aggiunga che l’Authority ha avviato una nuova campagna per fornire elementi aggiornati agli istituti di ricerca così da «decidere sulla richiesta di de-perimetrazione del “Sin” in sede di Conferenza dei servizi». Vengono anche sottolineati: «la destinazione dei sedimenti da movimentare (cioè il riempimento di vasche di colmata per la realizzazione di infrastrutture portuali)»; l’«assenza di pregio ambientale del sito, attualmente avamporto e in futuro bacino portuale interessato da traffico marittimo»; la «mancanza di rischi sanitari per la catena alimentare», visto che non è ora consentita la pesca né lo sarà una volta convertito il bacino portuale. —
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