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Banchi in giardino e panchine: a Livorno e Capraia la scuola si fa all'aria aperta

Francesca Suggi
I bambini della scuola di Capraia a lezione in giardino (foto concessa dalla dirigente dell'istituto comprensivo Micali)
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I bambini della scuola di Capraia a lezione in giardino (foto concessa dalla dirigente dell'istituto comprensivo Micali)

La dirigente dell’istituto comprensivo Micali Teresa Cini racconta la novità: «Una metodologia didattica divertente e molto stimolante»

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Francesca Suggi

LIVORNO. Gli studenti della scuola di Capraia addirittura portano i banchi fuori. E lì fanno lezione. Sono 18 alunni che vanno dall’infanzia alle medie. Da qualche tempo il modello di scuola all’aperto viene praticato anche alle medie Tesei di via degli Archi, al plesso di Montenero e in quello di via Marradi. L’istituto comprensivo Micali guidato dalla dirigente Teresa Cini ha cominciato con uno modo di fare scuola che coniuga le necessità legate all’emergenza sanitaria e quelle della bella stagione dove stare fuori rende più piacevole tutto. Anche le ore di lezione

«Abbiamo fatto di necessità virtù», esordisce la dirigente. I banchi in Capraia, le panchine e la casettina di legno esterna alle Tesei dove fare laboratori di tecnologia e falegnameria: gli studenti sono entusiasti di questo modo di fare lezione. Con l’arrivo della bella stagione, infatti, nei plessi, Tesei, Marradi, Costa di Montenero (scuole medie), Nolli di Capraia, i docenti hanno avviato lo svolgimento di attività didattiche all’aperto, nelle pertinenze dei locali scolastici. «Tutto è cominciato con l’acquisto di alcune panchine grazie ai fondi per l’inclusione che avevamo – spiega – anche il Comune ci ha donato tre panchine per le scuole Tesei che sono state collocate nello spazio dove abbiamo alberi e piante officinali».

Gli studenti all’aperto, prima che la scuola chiudesse a causa della zona rossa, facevano lezione di varie materie, tra cui disegno, storia dell’arte e tante altre attività.

«Sicuramente quando torneremo in presenza, dopo Pasqua, continueremo questa modalità di fare lezione», assicura Cini.

Si è reso necessario lavorare sull’approfondimento della progettazione delle aree verdi scolastiche, in una logica che vede l’area esterna come un contesto di apprendimento a cui dedicare, come per gli ambienti interni, uno spazio di riflessione e progettazione, affinché siano un valido contesto di apprendimento. «Nello sviluppo di questo ambito di riflessione, grande rilievo hanno avuto la piantagione di alberi, offerti alla scuola in donazione, e di panchine, in parte regalate dal Comune, in parte acquistate con i fondi della scuola», va avanti la dirigente.

Gli ambienti esterni, quindi, si trasformando in ambienti di apprendimento. «Sono strumenti per sviluppare le life skills attraverso l'utilizzo di tutti i saperi, promuove l’apprendimento e il saper fare scoperte immersi nella natura. Questa metodologia didattica non è solo divertente, ma stimola anche tutti i sensi, è fonte di motivazione e migliora il rendimento scolastico, inoltre favorisce l’acquisizione delle competenze trasversali. Stare all’aria aperta è essenziale per gli studenti in quanto ne accresce il benessere e lo sviluppo. Del resto chi si abitua fin da piccolo al contatto con la natura, crescendo sarà più portato a rispettarla», chiude. —

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