Il Tirreno

Livorno

Palio, che caos Ora il Comune deve decidere su gare e tessere

Juna Goti
Palio, che caos Ora il Comune deve decidere su gare e tessere

Lungo vertice in Comune con Uisp, federazione e Coni ma salta l’accordo sul doppio cartellino proposto da Salvetti

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livorno. Basta scambiare due parole con vogatori e dirigenti o aprire i social e leggere il tenore dei commenti che piovono uno dopo l’altro, per rendersi conto che in questo momento nel già litigioso mondo del Palio marinaro regna il caos. Sia sul tesseramento degli atleti (con la federazione o con la Uisp?) che sulla possibilità o meno di fare gli allenamenti, tema più che mai spinoso in era covid e, da tre giorni, in piena zona rossa.

La situazione si è incancrenita tanto che l’incontro convocato lunedì pomeriggio dal sindaco con i vertici della Uisp, della Federazione italiana canottaggio a sedile fisso e del Coni si è chiuso con tante polemiche e un nulla di fatto, rimandando ogni decisione al prossimo Comitato per le attività remiere. Anche se ormai appare evidente a tutti che deve essere il Comune a prendere una posizione decisa su come andare avanti, se davvero si vuole provare a scendere in acqua per la Risi’atori il 30 maggio (pandemia permettendo). Altro capitolo che sta infuocando il settore.

La situazione è questa: come conferma Luca Marconi, che da pochi giorni è stato eletto all’unanimità anche presidente toscano della Ficsf, al momento cinque sezioni nautiche sono tesserate con la federazione: Borgo, Benci, Salviano, Labrone e San Jacopo. «Gli atleti tesserati – chiarisce Marconi – possono continuare ad allenarsi anche in zona rossa. Due società si sono già iscritte ai campionati italiani di fondo che ci saranno il 18 aprile a Pisa, mentre il 30 maggio a Livorno ci sarà una gara del gozzo nazionale a quattro remi». «È nel contesto di questa gara federale – anticipa – che viene chiesto di organizzare la Risi’atori». Che da sempre fa parte del trittico nobile delle gare remiere della città, ma fa capo a un comitato ad hoc, quello guidato dalla cantina bianconera del Borgo, casa della famiglia Neri. Il punto è che se davvero si prendesse questa strada solo gli atleti tesserati con la federazione potrebbero scendere in acqua. E gli altri?

Dall’altra parte ci sono tre sezioni nautiche che al momento sono rimaste con l’ente di promozione che ha sempre seguito le gare remiere, ovvero la Uisp: tre sezioni storiche come Venezia, Pontino e Ardenza. «Si è aperta un’interrogazione nazionale – fa sapere il presidente livornese Uisp, Daniele Bartolozzi, guardando in generale al capitolo degli allenamenti per i vari sport – e martedì prossimo gli enti nazionali di promozione si riuniranno. Si va verso un ricorso al Tar, perché non ha senso che lo stesso atleta, magari con doppio cartellino, in questo momento possa allenarsi per la federazione e invece non possa farlo come tesserato a un ente promozionale».

Non ci vuole molto per capire cosa questo quadro sta scatenando nel mondo del Palio, tra chi si allena ma forse non potrebbe farlo, chi non si allena per precauzione, chi grida alla disparità, chi «se escono in barca loro lo facciamo anche noi» e così via. Il punto è che il mondo delle gare remiere non è una realtà sportiva come tutte le altre: è un circuito che fa parte della storia della città, un insieme di tradizioni, che soprattutto si serve di spazi e di barche pubbliche, di proprietà del Comune. Come è possibile che si sia arrivati ad aprile senza un quadro ben definito e regole uguali per tutti?

Il sindaco Luca Salvetti, nel tentativo di uscire da questa situazione, ha proposto una strada a metà: doppio tesseramento per le cantine e una sorta di organizzazione degli eventi a metà, con la Uisp a fare la promozione sul territorio e la federazione ad occuparsi degli aspetti più tecnici. Ipotesi che nella riunione di lunedì pomeriggio con i diretti interessati è stata scartata in toto. Lo dice a chiare lettere Bartolozzi: «Ogni evento dovrà essere sotto l’egida di uno o dell’altro. Organizzare comporta delle responsabilità ben precise, non si può fare a tarallucci e vino. Il Comune deve scegliere». «Le soluzioni ai problemi del Palio – chiosa – non si trovano cercando un’affiliazione diversa, ci vuole unione di intenti per risollevare le sezioni nautiche. Il nostro è un ente di promozione con più di cinquant’anni di storia, con la precedente amministrazione comunale è stato di fatto estromesso dalle decisioni del settore e relegato all’attività di giuria. I 5 Stelle ci tolsero anche dal Car, senza darci la possibilità di esprimerci sulla promozione sportiva. Ora scegliere un soggetto diverso non può portare un valore aggiunto, anzi: se si parla di manifestazioni della città, di folklore, di come riavvicinare le cantine ai rioni, non si passa quasi al professionismo».

«L’aspetto tecnico – dice dall’altra parte Marconi – non può essere curato da entrambi, per questioni prima di tutto assicurative e di tesseramento. Per l’aspetto della promozione sul territorio, nessuno vuole togliere qualcosa alle tradizioni, ma ci spieghino cosa intendono in questo senso e valuteremo. Comunque noi, sia chiaro, siamo stati contatati direttamente dalle cantine. Livorno è una piazza che ci interessa e ci auguriamo che tutto finisca nel modo migliore». —

Juna Goti

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