Gioco
Nuovo “taglio” firmato Di Batte «Il nostro segnale di speranza»
La storica macelleria gastronomia ha ristrutturato completamente il negozio Bancone nuovo, macchinari moderni, cucina con forni e super abbattitori
Gianni Tacchi
LIVORNO. Una ristrutturazione completa, una ristrutturazione trent’anni dopo l’ultima volta, una ristrutturazione nel momento più delicato e difficile per chi ha un’attività.
La macelleria-gastronomia Db di Gian Luca Di Batte, lo storico punto vendita di viale Mameli, ha appena riaperto dopo un mese e mezzo di lavori che hanno trasformato il locale.
Bancone nuovo, macchinari moderni, cucina con forni e abbattitori di ultima generazione. «E ora sembra anche più grande – dice il titolare Gian Luca Di Batte – potevamo limitarci a qualche intervento mirato per risistemare la macelleria, ma con il ritorno al lavoro di mio genero (Michael Celeste, ndr) la prospettiva è cambiata e a quel punto abbiamo deciso di rivoluzionare tutto. La risposta della clientela? La gente è soddisfatta, questo è un punto di riferimento per tutta la zona. Avevamo un po’ di timore perché la riapertura è slittata di una quindicina di giorni, ma alla fine è andato tutto nel migliore dei modi».
Gian Luca è il figlio di Nedo, che aprì la macelleria di viale Mameli nel 1964 e oggi si occupa del supermercato Sigma al centro commerciale Le Fate. E del gruppo Di Batte fa parte anche il negozio di cibo e accessori per animali Dog & Company, sempre al centro Le Fate.
«Con questa ristrutturazione – aggiunge Gian Luca – abbiamo ritrovato anche un po’ di entusiasmo dopo un periodo complicato. Nel 1990 venne raddoppiata la superficie di vendita e ci fu l’introduzione del “pronto cuoci” , stavolta invece abbiamo pensato ai macchinari e a una predisposizione più razionale».
Un restyling tra l’incertezza causata dalla pandemia. «Esatto. Sinceramente questo settore si è salvato, ma tantissime famiglie sono in difficoltà dal punto di vista economico e tendono a spendere meno. Noi siamo sempre stati aperti, tranne l’ultimo mese e mezzo con i lavori in corso, e ora guardiamo avanti con fiducia. Qui lavorano otto persone: io, mia moglie, mio genero, poi ci sono quattro dipendenti dietro al bancone e un quinto assunto come rider. Prima o poi la pandemia ci darà una tregua». —
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