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Tari, Cna al Comune di Livorno: in aiuto alle impresesi guardi prima il calo di fatturato
Le proposte dell’associazione sul nuovo regolamento I nodi da sciogliere, tra codici Ateco e decreto tocca-Aamps
LIVORNO. Prevedere agevolazioni sulla Tari in base al calo medio mensile del fatturato e non solo guardando ai codici Ateco che hanno subito la chiusura causa covid. Questa è una delle principali richieste che arriva dalla Cna dopo che il Comune – come anticipato dal Tirreno – ha iniziato a scrivere il nuovo regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti che dovrà essere approvato entro giugno.
«Apprezziamo molto il metodo di confronto sul nuovo regolamento Tari impostato dall’assessora Viola Ferroni», dice il direttore Dario Talini, che parla di «una della amministratrici pubbliche della provincia che si è da sempre dimostrata fra le più sensibili verso le necessità delle imprese». Fatta la premessa, si guarda ora alla prima bozza presentata alle associazioni, con la speranza che lo slittamento del termine di approvazione possa portare a una risposta alle osservazioni già messe sul piatto dalla Cna. «La prima – viene al punto il coordinatore Alessandro Longobardi – riguarda le agevolazioni per le aziende in seguito alla pandemia. Bene ciò che è stato fatto l’anno scorso, ma nel 2021 il Comune deve orientarsi a quanto già disposto dal governo nel decreto Sostegni: concedere gli aiuti in base al calo medio mensile del fatturato e non meramente sui codici Ateco cui è stata imposta la chiusura». «La prima misura – sottolinea – non esclude la seconda ma la migliora, perché va a considerare i cali di produzione (quindi anche di generazione di rifiuti) che hanno avuto anche le aziende che sono potute stare aperte ma che non hanno lavorato o hanno lavorato meno». «Questo – è il tasto dolente – complicherà i calcoli, ma avere più tempo davanti consentirà di trovare una soluzione informatica e istruttoria».
Il secondo capitolo riguarda la delicata entrata in vigore del decreto 116 del 2020, che come ricorda Elisabetta Pratesi, responsabile ambiente della Cna, prevede una nuova classificazione dei rifiuti prodotti dalle imprese: «Consentirà ad alcune di scegliere se servirsi del gestore pubblico per il conferimento di tutti i rifiuti o per nessuno, nemmeno ad esempio carta, vetro o biologico. In sostanza l’impresa potrebbe esercitare la cosiddetta privativa e per cinque anni vedere sparire i cassonetti del servizio pubblico dall’azienda, pagando un servizio privato». Vedendo così scontata in toto la parte variabile della tariffa.
È chiaro che questo potrebbe incidere sui conti di Aamps, quindi anche sui bollettini di tutti. «Qui – puntualizza Talini – entrerà in ballo il costo di gestione del servizio di Aamps, la sua capacità di stare sul mercato, un’altra delle questioni su cui vorremmo confrontarci con il Comune e con il gestore, perché è dal costo del servizio che si genera una delle tariffe da troppo tempo tra le più alte d’Italia». «La revisione delle tariffe – chiosa – sarà un momento di ulteriore confronto con l’amministrazione. I rifiuti sono una parte del ciclo produttivo delle imprese ed è urgente capire come il nostro territorio, ora dentro Ato, vorrà attrezzarsi in termini di impianti e di regolamentazione».
«È importante inoltre – conclude Longobardi – avere registrato la disponibilità dell’assessora sull’ipotesi da noi avanzata di revisione dell’articolo 8, che prevede la possibilità di esentare o di tassare con aliquote diverse, le varie aree delle aziende, a seconda della destinazione d’uso e della produzione o meno di rifiuti. Ci sono storture da correggere sui magazzini artigiani, su cui si è già espresso anche il Mef». —
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