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Tragedia Moby Prince, si avvia l’iter per istituire la nuova commissione d’inchiesta
A trent'anni dall'incidente costato la vita a 140 persone, in commissione Trasporti si discutono merocledì 31 marzo le proposte di Romano (Pd) e Potenti (Lega)
LIVORNO. Una notizia che a Livorno si attendeva con quel che resta della speranza coltivata da 30 anni. La attendevano soprattutto i familiari delle vittime del Moby che dopo l’ultima sentenza del Tribunale civile di Firenze erano piombati nel più totale sconforto. Prescrizione: nessuna verità e giustizia per la più grave tragedia della marineria italiana nella causa intentata contro il Ministero della Difesa e delle Infrastrutture. Nonostante gli esiti della Commissione parlamentare di inchiesta. Allora per Loris Rispoli, Luchino e Angelo Chessa e i tanti altri che dal 1991 cercano di fare luce su questo capitolo drammatico della nostra storia, fu un altro durissimo colpo. Oggi si riaccende un faro sul Moby. E’ quello della politica, perché da domani inizia la discussione sulle due proposte di istituire una nuova commissione d’inchiesta sulla vicenda anche alla luce delle indicazioni delle risultanze della prima commissione d’indagine e dell’inchiesta ancora aperta presso la Procura della Repubbica.
A darne notizia è il deputato livornese del Partito Democratico Andrea Romano che scrive: «La commissione Trasporti della Camera dei Deputati avvierà la discussione delle due proposte che puntano ad istituire la seconda Commissione d’Inchiesta sulla strage del Moby Prince: la prima proposta è del PD, a firma mia e del collega Andrea Frailis; la seconda è della Lega, a firma di Manfredi Potenti. La calendarizzazione delle due proposte è un passo decisivo verso la riapertura di quel "cantiere della verità" che era stato prematuramente interrotto nella scorsa legislatura, dopo il lavoro eccellente ma comunque parziale della prima Commissione d’Inchiesta promossa dal Senato». Romano aggiunge: «Questa volta chiediamo che sia la Camera dei Deputati a varare la seconda Commissione d’Inchiesta, che riprenda i suoi lavori dal punto a cui era arrivato il Senato e che arrivi finalmente ad accertare tutta la verità sugli eventi della notte del 10 aprile 1991. Trent’anni dopo, le 140 vittime della strage, i loro familiari e la coscienza civile della nazione chiedono che le istituzioni non si fermino più e che ogni passo sia fatto per arrivare al traguardo della verità».
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Il Comitato 140 e l’Associazione 10 Aprile nel novembre scorso si erano rivolti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai vertici sia della Camera (Roberto Fico)che del Senato (Maria Elisabetta Alberti Casellati) e alll’allora ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Sulla vicenda e l’ultima sentenza che ha negato anche il diritto di risarcimento ai familiari intervenne anche il consiglio comunale su sollecitazpone della consigliera di Potere al Popolo Aurora Trotta votando un atto all’unanimità per sostenere l’azione dei familiari e la sete di giustizia di una città intera. E anche il vicepresidente al Senato del gruppo 5 Stelle Gianluca Ferrara, dopo Romano e Potenti, sollecitò l’istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta. Ora, da domani, se ne discute. --
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