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Litiga e spara con la scacciacani al mercato ortofrutticolo: disarmato da due vigili urbani
Livorno, l'esplosione a salve dopo il diverbio col vicino di casa. L’arma è stata sequestrata e lui è stato denunciato: sarà rimpatriato
LIVORNO. Con la sua scacciacani, mentre stava litigando con un vicino di casa per dissapori condominiali, ha sparato un colpo di pistola nel bel mezzo del mercato ortofrutticolo. Momenti di paura ieri mattina alla Guglia, con due vigili urbani liberi dal servizio che hanno bloccato l’uomo, disarmandolo e immobilizzandolo in attesa dell’arrivo dei colleghi della questura, che sono giunti sul posto con le volanti e i blindati delle unità operative di pronto intervento.
Denunciato per i reati di minaccia aggravata (reclusione fino a un anno) e accensioni ed esplosioni pericolose (in centro urbano, come nel caso della Guglia, è previsto l’arresto fino a un mese) un cittadino albanese di 44 anni, irregolare in Italia e per questo trattenuto all’ufficio immigrazione per poi essere espulso in attesa del nullaosta al rimpatrio, chiesto immediatamente dagli uffici di viale Boccaccio.
Tutto è accaduto martedì 30 marzo, attorno a mezzogiorno. I due agenti della polizia municipale – un vigile di quartiere e un componente dell’aliquota della procura – si trovavano sull’auto di proprietà di uno dei due e stavano andando a comprare un innaffiatoio. Compere private, visto che non erano al lavoro. Quando all’improvviso, sentendo le urla e soprattutto il tonfo sordo dello sparo della scacciacani, si sono fermati, sono scesi dalla macchina e hanno disarmato e bloccato l’uomo, poi portato in questura dall’equipaggio di una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, arrivata dopo che le persone spaventate stavano chiamando in massa il 113.
Nel frattempo gli agenti locali con una telefonata avevano avvertito la centrale operativa della polizia municipale, guidata dalla comandante Annalisa Maritan, già pronta a inviare i colleghi in supporto, poi preceduti dai poliziotti della questura, che sono arrivati in maniera indipendente, dopo l’allarme al numero di emergenza degli altri cittadini.
Grande sangue freddo da parte dei vigili urbani, che incuranti del pericolo sono scesi dall’auto mettendosi a tu per tu con il quarantaquattrenne. Solo dopo, infatti, hanno capito che la pistola era una scacciacani. Al loro arrivo i due litiganti – il cittadino albanese e un coetaneo italiano, suo vicino di casa – si stavano strattonando, con lo straniero che impugnava l’arma e l’altro che cercava di allontanarla dal suo corpo, per difendersi. Una violenza scoppiata dopo una serie di insulti originati – secondo quanto ricostruito – dai dissapori condominiali, visto che i due vivrebbero nello stesso palazzo, ma si sarebbero trovati al mercato ortofrutticolo per caso e lì non si erano certi dati appuntamento. Un incontro occasionale sfociato in insulti, violenze e minacce.
Dopo gli accertamenti di polizia di Stato e vigili urbani è emerso che l’uomo aveva sparato un colpo d’aria (la scacciacani non esplode colpi d’arma da fuoco come le pistole normali, ma emette solo un fortissimo rumore). In ogni caso, a prima vista, gli agenti locali non potevano escludere che si trattasse di un’arma vera: alla scacciacani, infatti, mancava il tappo rosso, che inequivocabilmente l’avrebbe identificata come ciò che era. Lo sparo, invece, è stato confermato dal ritrovamento del bossolo, recuperato dalla polizia di Stato fra i banchi del mercato e portato alla polizia scientifica per essere analizzato insieme all’arma, che è stata sequestrata.
Ora il quarantaquattrenne albanese – dopo essere stato denunciato per i reati di minaccia aggravata e accensioni ed esplosioni pericolose – potrebbe essere accompagnato in un centro di permanenza per il rimpatrio. Gli agenti dell’ufficio immigrazione hanno già chiesto il nullaosta all’Albania e sono in attesa dell’ok per procedere all’accompagnamento a Tirana.
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