Gioco
La prima rata della Tari a Livorno si pagherà a settembre
Slittano ancora i bollettini nel secondo anno di pandemia. Si studiano le tariffe mentre il Comune vara il nuovo regolamento: le novità per famiglie e imprese
LIVORNO. Slitta anche quest’anno il pagamento della prima rata della Tari, la tassa sui rifiuti: così come nel 2020 segnato dalla pandemia, i livornesi non riceveranno il primo bollettino fino a settembre (anziché a maggio come accadeva negli anni passati). La tassa potrà quindi essere pagata in un’unica soluzione entro il 30 settembre, oppure in tre rate con altrettante scadenze: 30 settembre, 16 novembre e 16 dicembre. Il punto resta sapere quanto si pagherà, considerando l’acconto dato lo scorso anno e il pagamento a formula piena previsto quest’anno: ma anche per conoscere nel dettaglio le tariffe ci sarà da aspettare ancora un po’, visto che l’ultimo decreto dello Stato ha appena fatto slittare a giugno la deliberazione da parte dei Comuni. Entro giugno il municipio dovrà approvare anche il regolamento per l’applicazione della tassa che quindi non sarà più discusso martedì dalla commissione bilancio: tutto rimandato di un po’.
Un regolamento che come anticipa l’assessora Viola Ferroni è in fase di aggiornamento soprattutto nelle parti che riguardano le agevolazioni e le riduzioni, oltreché con il delicato capitolo che dopo il decreto 116 del 2020 dà la facoltà alle aziende che producono rifiuti speciali di rivolgersi non solo ad Aamps. Su questi due capitoli l’amministrazione comunale ha avuto un primo incontro con sindacati e associazioni di categoria.
«Fino al 2019 – ricostruisce Ferroni – il Comune aveva un budget di 250mila euro per le utenze domestiche, in altre parole le famiglie, che in base al reddito potevano partecipare al bando per le agevolazioni Tari. In tutto ne usufruivano circa 2mila nuclei. Nel dicembre del 2020 abbiamo deciso di portare quel budget da 250mila a 800mila euro per rispondere alle 7mila famiglie che in città sapevamo già avere un Isee inferiore agli 8.265 euro, assegnando così le risorse in automatico, senza bisogno del bando. Per tutte queste famiglie lo scorso anno è stata decisa l’esenzione per la parte variabile della tariffa». «Ora nel nuovo regolamento – viene al punto – si mette a sistema quella che era stata una decisione presa nell’anno dell’emergenza, specificando che se in futuro il Comune non riuscirà ad estendere l’esenzione a tutti coloro che hanno un Isee sotto soglia, allora andrà a spalmare le risorse che ci sono su tutti. Insomma, magari un po’ meno ma senza tagliare fuori nessuno».
Guardando invece alle aziende, nel primo anno di Covid anche alle categorie colpite da provvedimenti era stata azzerata la parte variabile (con un pacchetto a copertura di 3 milioni di euro). «Era stato un provvedimento straordinario, ma questo anno non è tanto diverso», premette l’assessora: «Quindi con il nuovo regolamento andremo a chiedere al consiglio comunale di impegnarci a togliere la parte variabile della Tari alle attività che sono state sempre chiuse causa covid (come le palestre) e a ridurla del 50 per cento a chi è stato oggetto di restrizioni (come bar o ristoranti)». E «dal momento che siamo solo a marzo, dare alla giunta la facoltà di intervenire anche dopo l’approvazione del regolamento in base al mutare del contesto pandemico». In altre parole una sorta di poteri straordinari sulla futura tassa.
Intanto il Comune ha iniziato a fare le prime proiezioni sulle tariffe insieme ad Aamps, Ato e Arera «per capire come contenerle per famiglie e aziende senza però mettere in difficoltà la municipalizzata».
Tutto mentre si apre il delicato capitolo della modifica al testo unico ambientale con il decreto 116. Modifica che in caso di fuoriuscita dal sistema di molte aziende potrebbe anche generare un buco che ricadrebbe sui bollettini di tutti. Ecco perché il nuovo regolamento cerca di prevedere anche una serie di agevolazioni e rimodulazioni, come ad esempio la possibilità per le aziende che lo richiederanno di parametrare la Tari non solo sui metri quadri ma anche sull’utilizzo effettivo degli spazi.
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