Gioco
«Come nel resto d’Italia ma partivamo da condizioni più fragili»
livorno. Nel territorio della nostra Camera di Commercio, cioè le province di Livorno e Grosseto, «l’andamento non si discosta granché da quel che è accaduto nel resto del Paese». Il presidente Riccardo Breda parte da qui ma non ne fa un motivo consolatorio, anzi: «Sono dati che destano una certa preoccupazione perché bisogna tener presente che questa parte della Toscana era già in condizioni di fragilità ben prima del coronavirus». Non solo: Breda ricorda che siamo ancora al riparo del blocco dei licenziamenti, cosa accadrà è difficile dirlo e soprattutto nel territorio livornese con quel che resta della presenza di grandi fabbriche se ne potrebbe risentire dal punto di vista della tenuta sociale.
E se Mauro Schiano, esperto di statistica, ripercorre l’evoluzione del format ventennale del progetto Excelsior, Raffaella Antonini (Centro studi Cciaa) mette l’accento su alcuni aspetti: ad esempio, la difficoltà di reperimento di alcune figure professionali (38,6%). Sei imprese su dieci – afferma – hanno investito nella digitalizzazione e otto su dieci chiedono competenze “verdi”.
È Breda a tornare sull’esigenza di una formazione efficace: lo fa insistendo sulla nuova soluzione degli “Its”, una nuova categoria di istituti tecnici superiori che coprono la fascia post-diploma senza approdare all’università e a formule tipo laurea breve. «È una richiesta che proviene anche dai nostri territori, dice. Finora però l’offerta non è ancora decollata granché: invece con un forte intreccio con le imprese (anche dentro la fondazione che costruisce ciascun “Its”) si può giocare su una integrazione maggiore con le aziende. Obiettivo: formare una leva di tecnici specializzati di alto livello. —
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