Gioco
Una maglietta bianca sulle attività chiuse a Livorno: «Senza soldi e futuro, siamo abbandonati»
La protesta dei ristoratori si estende anche alle palestre e all’abbigliamento: così denunciamo un’ingiustizia sociale
LIVORNO. La protesta continua. E non si ferma ai ristoranti e alle pizzerie, ma incontra anche la solidarietà di altri settori che stanno vivendo lo stesso dramma. «È l’effetto domino», dice Luca Fiordi, titolare di due attività in Venezia, lo storico ristorante Il Forte e la paninoteca Panino Dop, e promotore dell’iniziativa che sta portando ristoratori e commercianti ad appendere una maglietta bianca fuori dal proprio locale o negozio.
«La nostra – aggiunge Fiordi – è una protesta pacifica, ma la sensazione è che presto verranno organizzate manifestazioni più feroci in tutta Italia. La maglietta scelta come simbolo è bianca, neutra, apolitica e rappresenta tutti quei settori in grave crisi a causa delle chiusure e delle restrizioni. Non siamo qui a chiedere l’elemosina, siamo qui a chiedere ciò che è giusto. La ristorazione è uno dei settori più colpiti insieme alle palestre, a chi lavora nel turismo e a tutto il mondo dello spettacolo. E questa solidarietà ci fa piacere, ci unisce». Una solidarietà arrivata anche da diversi residenti della Venezia, il cuore della protesta, dove «alcuni cittadini si sono uniti a noi mettendo una maglietta bianca fuori dalla finestra».
RISTORANTI IN GINOCCHIO
Proprio in Venezia c’è una delle tante pizzerie che hanno aderito alla protesta: si tratta di Alepizza, dove il titolare Alessio Bianchi parla di «momento tragico» e di «una situazione in cui ci sentiamo continuamente presi in giro». «La maglietta bianca – proseguono da Alepizza – è un segno di resa, anche se in realtà cerchiamo di sopravvivere con l’asporto e le consegne a domicilio. Il problema è che siamo abbandonati: l’ultimo ristoro risale ad aprile dell’anno scorso, mentre uno dei nostri dipendenti in cassa integrazione ha ricevuto soltanto ora le mensilità di ottobre, novembre e dicembre».
Parole di disperazione per una protesta che è partita dalla Venezia e ha toccato subito le altre zone della città, come dimostrano per esempio le magliette bianche fuori dal ristorante-pizzeria Charleston (viale Alfieri) e dall’enoteca Vizi e Virtù (via San Jacopo in Acquaviva). «In oltre vent’anni di lavoro non abbiamo mai avuto debiti, ora invece siamo costretti a rateizzare le bollette. E la colpa non è nostra», dichiara Amedeo Simeone con il socio Antonio Cataldo dal bancone del Charleston. «Siamo esasperati – interviene Valerio Simoni da Vizi e Virtù – i ristori sono stati ridicoli, praticamente ci hanno detto di chiudere, di stare zitti e di pagare le bollette. Ma ora non ce la facciamo più, la situazione è diventata insostenibile. Noi ristoratori siamo finiti nel dimenticatoio, come categoria stiamo per sparire: è un’ingiustizia sociale».
GLI ALTRI SETTORI
Per un ristorante è diventato quindi impossibile andare avanti, ma lo stesso discorso vale anche per altre categorie in crisi. Un esempio arriva dalle palestre, ancora oggi chiuse dopo un anno vicino allo zero per quanto riguarda le entrate.
«Noi abbiamo messo la maglietta bianca in segno di solidarietà nei confronti dei ristoratori – dicono Cecilia Antonini e Claudia Gasperini dal centro fitness Gemini – nessuno può capirli meglio di noi, sia chiaro però che non ci arrendiamo e speriamo di poter riaprire almeno a fine maggio. Il mondo delle palestre non è al centro dell’attenzione come altri settori, ma è uno dei più abbandonati dalle istituzioni: anche con il prossimo decreto arriveranno spiccioli...». Ed è dura anche per chi ha un negozio di abbigliamento, come testimoniato dai continui reportage del Tirreno fra le strade del centro: nelle ultime ore una maglietta bianca è spuntata fuori anche dallo storico Ostrich, in piazza XX Settembre. «Anche noi siamo in condizioni critiche – fanno sapere proprio da Ostrich – abbiamo aderito per rispetto verso i piccoli imprenditori di ogni settore. Dovremmo unirci sempre, in ogni protesta». –
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.40067353:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2021/03/23/news/via-marradi-in-crisi-e-spaccata-in-due-meta-a-sud-di-via-calzabigi-quanti-negozi-chiusi-1.40067353]]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
