Gioco
Costarono cari quegli uffici rifatti nel 2009 lasciati 2 anni dopo
LIVORNO. Le tappe dello scempio sono ben chiare. Basta rispolverare il Tirreno di quegli anni: la ristrutturazione da 200mila euro del terzo piano della ex Asl di Monterotondo e l’abbandono di quella sede dopo 24 mesi lasciò una effervescente scia di polemiche. Datate 2009, 2012, 2013. Con tanto di volantino di denuncia da parte della Cisl. Poi il polverone diventò anche politico: l’allora consigliere del Pdl Andrea Romiti attaccò la Asl.
Alle polemiche la ex direttrice generale Monica Calamai rispose che quella di Monterotondo era una sede istituzionale e di rappresentanza, ricordando che quando era arrivata aveva trovato una situazione poco dignitosa.
A dicembre 2009 la Asl ristrutturò gli uffici dei dirigenti al terzo piano, appunto. Con bagni nuovi rifatti e messi a norma, ognuno con antibagno e spazi adeguati per disabili. Più spartano il primo piano dove erano solo state ridipinte le pareti di giallo e di salmone, controsoffitto, illuminazione e parte degli arredi. Si aggiunsero la messa a norma gli impianti elettrici dell’edificio, furono bonificate alcune discariche sempre con quei soldi (come chiarì la Asl all’epoca). Il secondo piano e il piano terra non furono investiti da quei lavori. A metà marzo 2012 i dirigenti della Asl con in testa la direttrice si trasferirono nell’ospedale di viale Alfieri.
I restanti impiegati finirono di lasciare la struttura a metà 2013. A distanza di anni quella sede “confortevole e dignitosa” è diventato il simbolo dello spreco e della vergogna. —
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