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Agente della penitenziaria in sciopero della fame a Gorgona: «Ho diritto al trasferimento»
Livorno: per protesta ha anche deciso di dormire fuori dalla sezione, all'aria aperta. Il sindacalista Campolattano si appella ai vertici
GORGONA. Ha iniziato da due giorni lo sciopero della fame e l’autoconsegna (non lasciando il posto di lavoro e dormendo su una panchina fuori dalla sezione carceraria) per protestare contro «il mancato trasferimento in Puglia, per il quale ritengo di avere diritto essendo da nove anni in una sede disagiata della polizia penitenziaria».
Protesta da parte di un assistente capo degli agenti carcerari di Gorgona, che per questo ha chiesto un incontro al direttore generale del personale, Massimo Parisi. L’agente – un quarantenne pugliese – è in servizio da 18 anni, con un passato a Genova, e gli ultimi nove sull’isola. Si era trasferito qui per racimolare più punti in graduatoria (un principio simile a quello che vale per gli insegnanti) in modo da avere più rapidamente diritto al trasferimento vicino a casa. E i punti, grazie a queste regole, li ha. «Ma da quando l’isola non è più indipendente ed è passata sotto la direzione delle Sughere – commenta Pierangelo Campolattano, delegato del sindacato Cisl Fns – questo principio è venuto meno. Sostengo per solidarietà l’istanza del collega e chiedo che l’amministrazione penitenziaria, per lui e per le poche altre persone che si trovano qui da prima del passaggio di Gorgona sotto la direzione del carcere livornese, si possa garantire una tutela maggiore sul piano di mobilità nazionale». L’assistente capo viene visitato ogni giorno dal medico di guardia e continuerà lo sciopero della fame e a dormire fuori fin quando la salute glielo permetterà. —
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