Gioco
Vaccini a genitori e parenti dei bimbi fragili, mille famiglie livornesi coinvolte: il via dopo Pasqua
Saranno i pediatri a individuare i soggetti e a somministrare le dosi. Biasci: «Così proteggiamo i bambini e chi li assiste»
LIVORNO. Anche i pediatri sono pronti a vaccinare contro il Covid. Non i loro piccoli pazienti, visto che ancora non c’è un siero approvato per gli under 16, ma i genitori e i parenti dei bambini fragili. In città si tratta di un migliaio di famiglie. La vaccinazione dovrebbe partire a inizio aprile. «Appena ci sarà l’accordo regionale inizieremo a vaccinare i familiari e i caregiver, cioè coloro che si prendono cura e forniscono assistenza ai bambini con elevata fragilità», spiega Paolo Biasci, pediatra livornese e presidente nazionale della Fimp, la federazione italiana medici pediatri.
«Stiamo parlando di bambini con disabilità ai sensi della legge 104, malati cronici, immunodepressi o con handicap: se uno di questi soggetti si contagia può avere problemi importanti», dice Biasci. E aggiunge: «Si tratta circa del 5% dei nostri pazienti: chiaramente non potendo vaccinare loro, vaccineremo i genitori, i familiari che stanno con loro ma anche baby sitter o altri adulti che li accudiscono. Mi auguro che subito dopo Pasqua si possa iniziare».
DECIDERÀ IL PEDIATRA
L’individuazione dei bambini a rischio spetterà al medico. «Nessuno come il pediatra di famiglia può conoscere le singole situazioni di fragilità, legate alle patologie prioritarie definite dall’ultima circolare della direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. Siamo lieti che si sia compresa l’importanza di immunizzare i caregiver, a partire dai genitori, dei nostri pazienti più vulnerabili: proteggere i più fragili tra i più piccoli è una battaglia di civiltà», sottolinea Biasci, ricordando che quest’operazione sarà importante «non solo per proteggere il bambino, ma anche per impedire la malattia di chi è indispensabile nella quotidiana assistenza del minore».
I BAMBINI A RISCHIO
Il protocollo d’intesa firmato cinque giorni fa tra i pediatri, il governo e le regioni prevede adesso che i dettagli vengano definiti dalle varie Regioni. L’individuazione degli assistiti vulnerabili, come dicevamo, spetterà ai pediatri. Che, come fanno adesso i medici di famiglia con i pazienti over 80, chiameranno direttamente i familiari dei bambini a rischio.
Le patologie (che spieghiamo nel dettaglio a fianco) sono le stesse previste tra gli adulti per la vaccinazione prioritaria delle categorie estremamente vulnerabili: malattie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, malattie neurologiche, diabete e altre endocrinopatie severe, fibrosi cistica, insufficienza renale, malattie autoimmuni e immunodeficienze primitive, malattie epatiche, malattie cerebrovascolari, patologia oncologica, emoglobinopatie, sindrome di Down, grave obesità, Hiv, trapiantati o in attesa di trapianto. A cui si aggiungono le disabilità gravi ai sensi della legge 104. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
