Toscana
ERA LOGICO ATTENDERSI QUALCOSA DI PIÙ...
Dal sindaco Luca Salvetti, che in campagna elettorale aveva fatto della riqualificazione di via Grande uno dei suoi cavalli di battaglia opponendosi al progetto dell’amministrazione pentastellata, era legittimo aspettarsi qualcosa di più.
Dall’assessora Giovanna Cepparello, che come consigliera di opposizione aveva lanciato una petizione per salvare la pietra palladiana e stoppare il piano della giunta Nogarin di fare una nuova pavimentazione in gres porcellanato, c’era sicuramente da aspettarsi qualcosa di più.
Non si poteva certo pretendere che in due anni la via Grande venisse sistemata, ma un po’ più di impegno su questo fronte era certamente auspicabile. Invece tutto procede al rallentatore. L’intenzione di abbellire via Grande c’è, eccome, ma il piano per ora non decolla tra verifiche dei sottoservizi, mappature delle reti, controlli delle parti di pavimento da mantenere etc.: per carità, tutte cose che vanno fatte per un intervento di questo genere ma anche cose che si sarebbero dovute sapere in precedenza. In modo da poter spiegare ai livornesi che dopo aver fermato il progetto della precedente amministrazione, ci sarebbero voluti comunque degli anni per riqualificare i portici con il nuovo progetto.
Invece è stata data l’impressione che dopo il no al gres – scelta più che legittima da parte di una amministrazione – si sarebbe proceduto rapidamente a restaurare la palladiana. Non è stato così. Il timore, a questo punto, è che via Grande resti a lungo nelle condizioni attuali: con la palladiana, sì, ma piena di cicatrici riparate con il cemento, il linoleum o il catrame... Insomma, siamo alle solite: promettere è semplice, fare le cose assai più difficile.
Alessandro Guarducci
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