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Corruzione al Comune di Livorno, scontro in consiglio: «Il geometra andava spostato da quell’ufficio»
Le opposizioni all’attacco, durissima polemica Pd-5 Stelle. Fenzi: «Strumentalizzate». Sorgente: «Fate scaricabarile»
LIVORNO. Il clima da perenne resa dei conti fra Pd e 5 Stelle è diventato ormai una costante nel dibattito politico. Ma sull’inchiesta della magistratura sulla corruzione, sei diversi episodi al centro dell’attenzione degli investigatori a cavallo tra due diverse legislature, la tensione sale alle stelle. Ed in aula, la comunicazione del capogruppo Pd Paolo Fenzi, innesca e scatena accuse , veleni e polemiche.
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La maggioranza imputa al M5S di aver “strumentalizzato politicamente l’indagine della Procura”. La miccia è nelle parole di Fenzi: «Si ventila l’ipotesi di una amministrazione correa, di un avvocato che esercitando professionalmente un diritto sacrosanto garantito a tutti i cittadini che è il diritto alla difesa viene riconosciuto, o almeno così sembra, corresponsabile degli eventuali reati commessi. E di una maggioranza che, in difesa di un proprio consigliere, non si sa in base a quale motivazione, sacrifica diritti e di fatto, commettendo reato, si assume la responsabilità di “svendere i beni dei cittadini livornesi”. E’ chiaro che rigettiamo questa posizione neo giacobina». Il capogruppo Pd chiude: «Seminare odio, risentimento, paura, in questo frangente non aiuta e soprattutto è dannoso per l’intera comunità cittadina”. E Federico Mirabelli, consigliere e segretario Pd, prima premette: «Ci schieriamo dalla parte della legalità e della trasparenza, esprimiamo fiducia nel sistema giudiziario, ed è chiaro che dovremo da un punto di vista amministrativo di quanto è successo». Poi affonda: «Non accettiamo lezioni dai 5 Stelle e da Stella Sorgente che mescolano il piano giudiziario con quello politico».
La replica dei 5 Stelle non si fa attendere. «Francamente il Pd si poteva risparmiare questo intervento», risponde Sorgente. «Sarebbe bastato un grazie alla precedente amministrazione per aver fatto luce sulla situazione. Invece qui si assiste ad un singolare rimpallo: si vuol far passare chi ha denunciato come incapace di prendere decisioni. Si cerca di adombrare responsabilità politiche su episodi precedenti. Ma la situazione, qui, è molto chiara. Siamo in presenza di fatti gravi che meriterebbero un dibattito serio, riflessioni politiche e tecniche e non una semplice comunicazione. Noi lo porteremo nelle commissioni. Non possiamo tollerare questo ridicolo scaricabarile».
Due le accuse che l’opposizione, soprattutto quella pentastellata e della sinistra, muove alla giunta Salvetti e alla maggioranza consiliare. Primo non aver rimosso il geometra Nencioni, indagato per corruzione, dall’ufficio nel quale lavorava. Secondo: l’inopportunità che un consigliere comunale – l’avvocato Marco Talini di Futuro – difenda il dipendente comunale al centro dell’inchiesta.
Aurora Trotta (Potere al Popolo) auspica una “riflessione sulla gestione interna degli uffici e le scelte dirigenziali prese dalla pubblica amministrazione. E si dice “sbalordita dal fatto che il dipendente indagato sia rimasto sempre nello stesso ufficio” in barba ai principi di rotazione e alle disposizioni dell’autorità anticorruzione in materia. Così anche Marco Bruciati (Buongiorno) si meraviglia che Nencioni non sia “stato spostato in maniera adeguata”, definendo “paradossale” la situazione - evidenziata anche dagli atti dell’indagine - secondo cui alcuni dirigenti dell’ufficio dovevano ancora far riferimento all’indagato per poter disporre o avere chiarimenti su alcuni fascicoli.
Se la consigliera di maggioranza Cinzia Simoni (Casa Livorno), rispondendo a Sorgente, ha spiegato che l’articolo pubblicato da Il Tirreno a firma della maggioranza è solo una “risposta ad un attacco e ad una strumentalizzazione dei fatti da parte del Movimento 5 Stelle”, anche dal centrodestra non sono mancate critiche alla “gestione politica della vicenda” da parte della maggioranza.
Andrea Romiti (Fratelli d’Italia) critica proprio l’atteggiamento riferito ai partiti di governo di “dare la caccia alle opposizioni”. «Prendersi a schiaffi di fronte ai cittadina è una pessima figura”, dice. E chiede di “far luce sugli atti della pubblica amministrazione compresi quelli che vedono elle stime e sono inseriti in bilancio”. Costanza Vaccaro (Lega) mette all’indice il comportamento di coloro che hanno criticato l’attività degli investigatori. «Non mi è piaciuto l’attacco alle forze dell’ordine, al questore a cui esprimo tutto il mio sostegno e la mia piena fiducia», ha chiuso la consigliera leghista. —
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