La protesta
Problemi di sicurezza l’asilo traslocherà in un prefabbricato o alle ex Cammilli
I bimbi del Pian di Rota saranno trasferiti dal settembre ’22 Camici: «Per prima cosa faremo un’indagine geologica»
Francesca Suggi
LIVORNO. «La struttura anche se è costantemente monitorata continua a muoversi: per ovvie ragioni di sicurezza legati al terreno la scuola deve essere spostata», la vicesindaca Libera Camici parla del futuro della scuola dell’infanzia Pian Di Rota, alla Cigna. Lo fa insieme al sindaco Luca Salvetti, al dirigente scolastico del circolo Don Angeli Antonio Manfredini e a una rappresentanza di cittadini del quartiere.
Se da una parte la delocalizzazione è una certezza (negli anni varie volte è emersa questa necessità oggettiva), dall’altra le soluzioni alternative non sono ancora chiare. Se fino al 2020 nel progetto dell’amministrazione c’era l’idea di trasferite l’asilo nella nuova scuola che sorgerà in Corea in via Coltellini (progetto ereditato dall’amministrazione m5s) adesso si cambia: le opzioni sul piatto sono due, o traslocare tutto nella struttura delle ex scuole Cammilli di via Provinciale Pisana, oppure trasferire i bambini in una struttura prefabbricata, leggera, sempre in quella stessa area alla Cigna. «Non abbandoneremo la scuola a cuore leggero perché è accogliente e funzionale, ma la sicurezza va avanti a tutto», dice la sua il dirigente Manfredini.
NEL 2022 SI CAMBIA
Sindaco e vice sono convinti che l’anno scolastico 2022-2023 sarà quello del cambiamento. Quello in cui i circa cinquanta bambini che frequentano l’asilo avranno un tetto nuovo sopra alle loro teste. «Siamo ben consapevoli – commenta la vicesindaca - che la scuola rappresenti una ricchezza per la vita di un quartiere e le preoccupazioni che ci sono state manifestate sono più che legittime». La “scuolina” fa parte da sempre del quartiere. Tutti sanno degli annosi problemi di cedimenti fondali della struttura dovuti alla particolarità del terreno. «La scelta di delocalizzare la scuola – va avanti Camici - non è legata alla volontà di impoverire un quartiere a vantaggio di un altro, ma appunto dalla necessità di trovare soluzione a problemi strutturali manifestatisi negli anni, e che sebbene non rappresentino una emergenza, devono comunque essere risolti». Già si parla di date: «Pensiamo di riuscire a spostare i bambini per l’anno scolastico 2022-2023», chiarisce.
QUALE SOLUZIONE
Sindaco e vicesindaca si sono impegnati a fare i dovuti accertamenti relativi al terreno. «Faremo una indagine geologica del terreno per capire quanto è in grado di sostenere», spiegano ancora. Sì, perché la prima intenzione manifestata anche ai residenti, è quella di valutare la possibilità di realizzare una struttura-prefabbricato, quindi con caratteristiche di leggerezza e di costruzione ben diverse rispetto a una scuola in muratura, nella stessa area della Cigna. «Il percorso che faremo sarà condiviso e di confronto», ribadiscono dalla giunta. La giunta dovrà affrontare, per ovvie ragioni di spesa di soldi pubblici, la questione economica di questa operazione.
«L’altra idea è quella di traslocare nella struttura oggi vuota delle ex Cammilli di via Provinciale Pisana: abbiamo stanziato a bilancio 600mila euro per la rifunzionalizzazione della struttura», si va ancora nei dettagli.
Camici rassicura.
«Se l’indagine geologica ci dirà che l’area della Cigna è in grado di sostenere il peso di un prefabbricato moderno sposteremo i soldi stanziati per le Cammilli per realizzare le fondamenta su cui poggiare la nuova struttura». E si chiude rinforzando il messaggio. «L’obiettivo di questa operazione è quello di garantire il mantenimento del presidio della scuola nel quartiere, fermo restando i necessari approfondimenti legati alle caratteristiche del terreno e con la volontà di coinvolgere i residenti e tenerli aggiornati sul possibile futuro dell'area». —
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