Il Tirreno

Livorno

la presunta corruzione Nel mandato nogarin

la presunta corruzione Nel mandato nogarin

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Le vicende sulle quali stanno indagando gli organismi competenti, nei quali riponiamo la massima fiducia, non possono essere oggetto di una strumentalizzazione politica che finisce per fare danni a tutta la struttura e ai suoi oltre mille dipendenti. Il voler marcare un confine tra chi difende i cittadini e chi no, come emerge dal comunicato del M5S, è un tentativo deprecabile, l’ennesimo, di screditare l’amministrazione e la maggioranza attuali che si smentisce con i fatti e soprattutto con la ricostruzione degli atti amministrativi, facendo finta persino di dimenticarsi che le indagini sono state svolte dalla municipale insieme alla polizia, sotto il coordinamento della Procura. Non si può mistificare la realtà, non è giusto e intellettualmente onesto coprire i numeri, sorvolare sui dati e nascondere i periodi di riferimento sperando che l’opinione pubblica e i cittadini siano disattenti o si limitino a una lettura sintetica e a una informazione superficiale. Questo è ciò che ha provato a fare il Movimento 5 stelle di Livorno di fronte all’indagine per corruzione che ha coinvolto un funzionario del Comune di Livorno.

È giusto invece ricordare che le vicende si collocano in un periodo preciso. Si tratta di varie operazioni immobiliari, tutte definite dal 2016 al 2018 durante il mandato Nogarin, di cui soltanto due, trattate e portate avanti sempre in quel periodo, sono passate all’attuale amministrazione che le ha bloccate con atti puntuali e precisi. Il Podere Loghino, la cui storia viene ricostruita perfettamente dal Tirreno di ieri, viene inserito per la prima volta nel piano delle alienazioni dalla giunta pentastellata il 23 dicembre 2014, confermato nei piani successivi con una stima che va da un milione a un milione e 300 mila euro. Il 31 luglio 2017 il valore del Podere Loghino viene confermato nel piano delle alienazioni, il giorno dopo, primo agosto il bene viene stimato dal Nencioni per 370 mila euro e poi venduto a trattativa privata, dopo due bandi deserti. Percorso simile per l’area in località Biscottino. Le due operazioni che invece non vengono chiuse durante l’amministrazione Nogarin/Sorgente sono quella di piazza del Luogo Pio con Consabit e quella del parcheggio di via dei Sette Santi. La prima vicenda giunge all’amministrazione attuale con una convenzione firmata tra il sindaco Nogarin e Consabit; nella convenzione sono previste permute del valore di circa 6 milioni di euro (stimati dal Nencioni) in cambio della revoca del diritto di superficie in piazza del Luogo Pio. L’amministrazione attuale blocca l’iter con una decisione di giunta e con una lettera del segretario generale a Consabit. Altro iter bloccato è quello relativo alla permuta tra il parcheggio di via Sette Santi (proprietà Mellini) e via Fratelli del Conte (proprietà pubblica); con delibera di giunta l’attuale amministrazione blocca l’operazione, stabilendo che per l’acquisizione a patrimonio pubblico del parcheggio di via Sette Santi non si procederà ad alcuna permuta immobiliare. Queste ricostruzioni fatte attraverso gli atti amministrativi sono la palese dimostrazione di come un’attenta gestione amministrativa da parte della giunta Salvetti, abbia consentito di evitare ulteriori danni erariali all’ente, e quindi ai cittadini, diversamente da quanto fatto dalla precedente giunta, che invece si è limitata, a cose fatte, a delegare la propria responsabilità alla Magistratura attraverso la denuncia presentata dall’ex sindaco. L’amministrazione attuale non appena informata dell’inchiesta ha avviato l’iter per l’immediata applicazione dell’istituto della rotazione straordinaria. Il dirigente del settore con determina 27 del 7 gennaio 2020 ha spostato il dipendente ad altre funzioni, e contestualmente è stata individuata una nuova posizione organizzativa per le stime al posto del dipendente coinvolto nelle indagini.

Questa amministrazione si è messa a disposizione per i passaggi necessari, la squadra mobile ha lavorato col nucleo investigativo della municipale. La magistratura sta portando avanti un lavoro puntuale e di grande qualità e siamo convinti che l’amministrazione pubblica in generale abbia, al suo interno, tutti gli anticorpi per respingere con forza qualsiasi tipo di tentativo di portare avanti atti illeciti. È giusto ricordare che in questi venti mesi questa amministrazione, diversamente dalla precedente, ha lavorato alla redazione e all’applicazione di un regolamento sulla rotazione ordinaria del personale così come previsto dalla legge Severino e dal piano nazionale anticorruzione del 2016.

Questa giunta e la maggioranza che la sostiene hanno unobiettivo: guidare la città nell’interesse dei cittadini, ai quali non voltano e non volteranno mai le spalle. Lo faremo nonostante i tentativi di discredito che quotidianamente prova a mettere in atto il Movimento 5 Stelle, che sorprendentemente maschera da coraggio la propria incapacità di amministrazione della cosa pubblica, delegandola, ex post, alla magistratura. –



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di Redazione web