Il Tirreno

Livorno

la tragedia lungo il rio 

Quella mattina del 2017 Ardenza si è svegliata tra fango e vite spezzate

Quella mattina del 2017 Ardenza si è svegliata tra fango e vite spezzate

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livorno. Era il 10 settembre del 2017. Sembrava un campo di battaglia quella mattina di tre anni e mezzo fa Ardenza. Da via Pacinotti ai palazzoni bianchi di via Mondolfi, lo scenario era lo stesso di Montenero, di Collinaia e delle strade intorno allo stadio: auto schiacciate una sopra l’altra, fango, la paura di avere perso ogni cosa nei garage allagati, l’incubo di non ritrovare le persone care. Come Martina, Raimondo, Gianfranco e Roberto, trascinati via dalla forza del rio Ardenza. O come Simone, Glenda, Roberto e il piccolo Filippo, rimasti intrappolati nella loro casa per colpa di un fiume nascosto, il rio Maggiore. È proprio lungo il rio Ardenza e il rio Maggiore che dopo l’alluvione si sono concentrati i lavori più grandi per mettere in sicurezza il territorio. Il cantiere principale in corso oggi lungo il rio Ardenza è quello all’altezza dell’apparizione e di via di Grotta della Fate, sul fosso Forcone. Guardando invece al rio Maggiore, proprio pochi giorni fa è stato completato lo stombamento allo stadio: i lavori più delicati si sposteranno poi sul viale Italia (all’altezza dell’Accademia navale) e sul ponte di via dell’Ardenza (all’altezza dei cimiteri) anche quello da demolire e ricostruire. —

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