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Il liceo Cecioni è alla ricerca di dieci nuove aule

Francesca Suggi
Il liceo Cecioni è alla ricerca di dieci nuove aule

A settembre ci saranno dieci aule in più perché ci saranno nuove iscrizioni a oltre 2mila studenti: si guarda al vicino geometri Buontalenti 

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È più grande del comune di Marciana Marina, sull’Isola d’ Elba,che conta poco meno di 2mila abitanti. È quasi tre volte tanto il paese di Orciano Pisano, per dare ancora una volta la dimensione dei “suoi” numeri. Stiamo parlando del super liceo Cecioni, praticamente una piccola cittadina che tra murales coloratissimi, aule e laboratori conta 1900 studenti, 250 docenti e una sessantina tra personale Ata e collaboratori. «È la scuola più grande della provincia di Livorno e una tra le più popolose della Toscana», lo dice con orgoglio la dirigente scolastica Cristina Grieco, ex assessora all’Istruzione della Regione, che oggi si divide tra la guida della “scuolona” di via Galilei e l’incarico romano nello staff del ministro dell’Istruzione. Lo dice con orgoglio e con l’ambizione di allargarsi e diventare campus. Anche quest’anno è suo il boom di nuove iscrizioni che rende necessaria una precisa programazione.

«A settembre avremo bisogno di dieci aule in più perché arriveremo con le nuove iscrizioni a oltre 2mila studenti: speriamo di allargarci in locali attigui», precisa, con un chiaro riferimento al vicino geometri Buontalenti già, in parte, occupato dai suoi studenti. Parla del suo istituto con orgoglio ma non con vanto. «Non c’è una gerarchia di scuola migliore e di una peggiore, una rete scolastica funziona se ogni istituto si riappropria del suo ruolo, vale per i licei, vale per la filiera dei tecnici-professionali. La rete scolastica deve funzionare tutta e in questo momento storico in particolare c’è molta sintonia e collaborazione tra dirigenti scolastici, la Provincia e il Comune. Tutti guardiamo nella stessa direzione».

MANTENERE AULE ADEGUATE

Un polo, cinque licei diversi: questo è il Cecioni con i suoi indirizzi artistico, linguistico, scientifico, scienze umane, scienze applicate. «Ci scelgono per questo - e chiarisce - La vera sfida è mantenere un’offerta formativa di qualità con laboratori e ambienti adeguati». Cosa significa? «Non bastano più una stanza qualunque e una lavagna per fare lezione - prosegue - servono laboratori, aule integrate, condizioni di sicurezza logistiche: noi abbiamo questa pretesa per il presente e per il futuro, a prescindere dalle complicazioni legate alla pandemia».

VERSO UNA SCUOLA CAMPUS

L’obiettivo della dirigente è quello di riuscire a trasformare il suo liceo in un istituto modello-campus. Fa la fotografia del presente: ad oggi i suoi studenti occupano non solo la sede di via Galilei, ma metà pian terreno, il secondo e terzo piano dell’attiguo istituto Buontalenti-Geometri, insieme ad 8 classi che sono ospitate nell’edificio 1 del vicino Itis Galilei. «Siamo riusciti a ricavare aule nella sede anche grazie alla concessione dell’ex asilo infantile Grabau che si trova nel nostro giardino: qui abbiamo concentrato tutti gli uffici amministrativi, c’è la presidenza - va nei dettagli - In sede è rimasta la vice presidenza: presto trasformeremo quella che era la presidenza in ulteriori aule». Si fa il possibile per mantenere spazi adeguati. Fa il possibile la Provincia che ha realizzato in giardino una tensostruttura trasformata in palestra e che cerca, attraverso il confronto coi presidi, di soddisfare le varie esigenze. A settembre le classi da 77 diventeranno ben 82. Questo perché la scuola di via Galilei ha segnato anche quest’anno il record di nuovi iscritti, 520 richieste, praticamente una famiglia su tre ha deciso di iscrivere lì il proprio figlio (un anno fa era una su quattro). La crescita, anche guardando i numeri in grafica, è impressionante: fino al 2019 il liceo non aveva mai superato i 400 iscritti (a parte una volta, nel 2016). Negli ultimi due anni è salito da 367 a 520, oltre il 30% di adesioni in più. Un boom che il Cecioni non è in grado di sostenere, tanto che una sessantina di studenti che lo avevano scelto sono stati dirottati verso altri istituti cittadini. Per settembre serviranno, in base ad una ricognizione delle esigenze del super liceo, ulteriori 10 aule. Se la Provincia decidesse di passare completamente l’edificio del Buontalenti al liceo il problema sarebbe risolto. E andrebbe sempre più a concretizzarsi l’idea di campus. «Nel dna di questa scuola - spiega ancora - c’è la rotazione continua degli studenti tra aule, laboratori: siamo abituati a una gestione flessibile che è un nostro vanto, ma sicuramente si tratta di un meccanismo molto complesso che non può essere gravato da una eventuale concessione di spazi lontani dall’istituto».

SOLUZIONE-GEOMETRI

Tra le ipotesi sul piatto, facendo una analisi oggettiva di spazi e popolazione scolastica, immancabilmente salta fuori - come già detto in precedenza - la questione del vicino geometri Buontalenti. Oggi l’istituto di tre piani conta 7 classi effettive e diversi uffici del polo scolastico Buontalenti-Cappellini-Nautico. Gli studenti guidati dal dirigente Alessandro Turano e il personale utilizzano il primo piano e parte del pian terreno: tutto il resto è usato dal liceo Cecioni. Il vicino istituto professionale Orlando, che fa capo allo stesso dirigente Turano, potrebbe ospitare i “cugini” del geometri nel proprio istituto che di spazi ne ha in abbondanza (le classi effettive del professionale ad oggi sono 12). Se così fosse, la “fame” di aule del liceo Cecioni andrebbea placarsi. E magari si andrebbe a ridurre anche lo spezzatino di studenti in esubero in giro per gli istituti in cui avanzano spazi. L’importante, è non calpestare le esigenze di altri istituti. —

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